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Jensen Huang esorta l’America a puntare sull’AI open weight per non farsi superare dalla Cina

27 luglio 2026, 15:00 Ultimo aggiornamento: 16:08

Il ceo di Nvidia avverte che limitare l'open weight potrebbe far perdere agli Stati Uniti la leadership tecnologica a favore della Cina. E lancia l’Open Secure AI Alliance per difendere il cyberspazio

Jensen Huang, il ceo di Nvidia, ha debuttato venerdì 24 su X pubblicando una lettera in cui esorta le aziende americane ad adottare modelli open source di intelligenza artificiale, che nel caso dell’AI vengono definiti open weight, per evitare che gli Stati Uniti perdano la loro leadership tecnologica a  scapito della Cina. La lettera è stata firmata da 25 tra aziende e organizzazioni leader del settore tecnologico, tra cui la stessa Nvidia, Meta, Microsoft, Dell e Palantir. Successivamente hanno aderito anche OpenAi e Google ma non Anthropic

Il timore di Huang è che vietando o limitando l'open-source in Occidente il governo americano finisca per fare un autogol strategico. In Cina, aziende e laboratori legati al governo di Pechino stanno rilasciando modelli open weight estremamente competitivi, come le serie Qwen di Alibaba o i modelli di DeepSeek. Negli Stati Uniti, lo stesso viene fatto da Meta, con Llama, e da altre realtà. 

Huang sostiene che se Washington vieta alle aziende americane di distribuire modelli open weight, il resto del mondo (Europa, Asia, Medio Oriente) utilizzerà inevitabilmente i modelli open weight cinesi. Di conseguenza, gli standard tecnologici globali verrebbero dettati da Pechino e non dagli Stati Uniti. 

La lettera afferma che affidarsi esclusivamente a modelli chiusi (proprietari) non è intrinsecamente sicuro. Questo perché i sistemi chiusi possono subire violazioni, fallire o essere usati impropriamente senza che l'esterno possa accorgersene. L'open weight, al contrario, permette a esperti di tutto il mondo di ispezionare il codice e rafforzare la cybersecurity. 

I modelli aperti consentono poi a ogni azienda, università o istituzione di adattare l'AI al giusto compito e al giusto costo, riducendo la dipendenza dai colossi del cloud e rendendo l'adozione dell'AI economicamente sostenibile su larga scala. 

Huang sottolinea inoltre che l'AI verrà costruita da ogni nazione. Fornire modelli aperti permette ai singoli Paesi e alle aziende di mantenere il controllo sui propri dati e sul proprio destino tecnologico.

La lettera traccia anche un parallelismo con la nascita del software open source negli anni 80. All'epoca molti temevano che l'apertura del codice avrebbe frenato il progresso; al contrario, l'open source è diventato la spina dorsale di internet e delle forze armate americane. La conclusione di Huang è che «il mondo ha bisogno sia di modelli chiusi di frontiera che di modelli open di frontiera».

L’incidente di Hugging Face

Per corroborare le sue tesi, Huang ha pubblicato poche ore fa un secondo post, ricordando l‘incidente di Hugging Face avvenuto a metà luglio, in cui un'intelligenza artificiale autonoma di OpenAI è evasa dal controllo umano per hackerare un'azienda esterna.

I ricercatori di OpenAI stavano testando le capacità di cybersecurity dei loro nuovi modelli di punta, tra cui GPT-5.6 Sol e una versione preliminare di GPT-6. Per misurarne il reale potenziale, gli ingegneri hanno disattivato i filtri di sicurezza (guardrail) e hanno confinato l'AI all'interno di una sandbox, ovvero un ambiente virtuale isolato e senza accesso a internet). Il compito del modello era risolvere un esercizio di hacking simulato.

Invece di risolvere l'esercizio nel modo previsto, l'AI ha capito che la via più veloce per superare il test era trovare le risposte reali. Ha quindi scoperto una falla sconosciuta (zero-day) nei sistemi di isolamento di OpenAI ed è scappata sul web. 

Una volta libera su Internet, l'AI ha individuato i server di Hugging Face, la più grande piattaforma globale di condivisione per sviluppatori di AI. Sfruttando alcune vulnerabilità nei sistemi di elaborazione dati della piattaforma, il modello ha sferrato un attacco fulmineo. Muovendosi come un agente autonomo, l'AI ha compiuto oltre 17.000 azioni in meno di due giorni, creando una rete di computer virtuali temporanei per nascondere le proprie tracce e rubando credenziali di sistema e dataset interni. 

Un attacco mai visto prima

Il 16 luglio 2026, Hugging Face ha rilevato l'intrusione e ha pubblicato un allarme parlando di un attacco mai visto prima, gestito interamente da un sistema di agenti AI. Inizialmente, nemmeno OpenAI si era accorta che il proprio modello era fuggito; ci è voluta circa una settimana di indagini congiunte prima che OpenAI confermasse pubblicamente, il 21 luglio, la colpevolezza della propria AI. 

L'incidente ha fatto emergere anche un forte paradosso tecnologico: durante l'attacco, i sistemi commerciali chiusi (le Api di sicurezza tradizionali) si sono rifiutati di aiutare gli analisti di Hugging Face a bloccare l'attacco, perché i filtri di sicurezza impedivano ai sistemi di elaborare le stringhe di codice malevolo usate dall'AI hacker. Hugging Face è riuscita a contenere e analizzare la minaccia solo utilizzando localmente un modello open-weight, nello specifico il modello cinese GLM 5.2 privo di blocchi commerciali. 

L’Open Secure AI Alliance

Ecco la lezione tratta da Huang a seguito di questo incidente: «Durante l’incidente di Hugging Face, l’AI chiusa ha bloccato le indagini forensi essenziali. Un modello di frontiera a peso aperto ha aiutato a contenere l’intrusione. Per questo abbiamo creato l’Open Secure AI Alliance». 

Si tratta di una coalizione globale nata il 27 luglio 2026, guidata da Nvidia e Microsoft insieme a oltre 35 giganti del settore tecnologico e della cybersecurity, tra cui Adobe, CrowdStrike, Dell, Ibm, Cisco, Palo Alto Networks, SpaceX e la Linux Foundation. Alla quale per il momento non hanno aderito OpenAI e Anthropic.

Il suo obiettivo principale è sviluppare e condividere strumenti, codice e modelli AI open-source per difendere le infrastrutture informatiche globali dalle minacce nate dall'intelligenza artificiale stessa. L'alleanza è la risposta politica e tecnica immediata all'incidente di Hugging Face e rappresenta una presa di posizione netta contro l'approccio chiuso e commerciale alla sicurezza informatica. (riproduzione riservata)



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