Per l’Italia è tempo di upgrading anche sulla tenuta del sistema elettrico. L’ingresso nella stagione invernale avverrà con un margine di sicurezza migliore rispetto allo scorso anno, secondo il Winter Outlook 2025-2026 di Entso-E, il network europeo dei gestori di sistemi di trasmissione di energia elettrica (Tso), visionato da MF-Milano Finanza.
Rispetto al 2024, il cosiddetto indice di adeguatezza risulta migliorato, il ricorso alle importazioni per coprire i consumi nelle ore critiche si riduce nettamente e tende addirittura «a livelli prossimi allo zero» nello scenario di riferimento. Merito soprattutto della piena disponibilità dei nuovi impianti termoelettrici, entrati in esercizio dopo le aste del capacity market. «Tuttavia, se questo meccanismo non dovesse continuare in futuro», avverte Entso-E, «si potrebbe prevedere un calo della capacità termica, con potenziali conseguenze sull'adeguatezza».
La fotografia non è quella di un inverno totalmente senza rischi, ma di un sistema più solido.
Entso-E individua possibili criticità solo in presenza di combinazioni particolarmente sfavorevoli: ondate di freddo, bassa produzione da rinnovabili, minori importazioni dai paesi confinanti o un numero superiore alla media di guasti non programmati.
In queste situazioni, sottolinea il rapporto, Terna potrebbe dover intervenire con gli strumenti già previsti: rinvio delle manutenzioni, flessibilità della domanda e altri interventi di mercato, supportati dai nuovi processi di coordinamento regionale ((inclusi la valutazione settimanale regionale di adeguatezza - progetto Sta - e il processo di Critical Grid Situation). Guardando il calendario, le settimane più delicate per la gestione della rete potrebbero essere l’ultima di dicembre, la prima di gennaio e la coda dell’inverno, quando i consumi si riducono mentre la produzione rinnovabile aumenta. In questi periodi, la società guidata dall’ad Giuseppina Di Foggia potrebbe ricorrere a un maggiore coordinamento con i Tso confinanti, fino alla riduzione temporanea degli impianti meno flessibili o a limiti sulla capacità di interconnessione.
Sul fronte della capacità installata, il miglioramento è netto. Nell’ultimo anno l’Italia ha aggiunto quasi cinque gigawatt di rinnovabili, portando eolico, fotovoltaico e idroelettrico intorno a quota 77 Gw, ben oltre i 62 Gw del parco termoelettrico. Inoltre, dallo scorso anno, sono stati installati nuovi sistemi di accumulo di potenza per quasi 1 Gw, che hanno portato la capacità totale a circa 1,8 Gw. (riproduzione riservata)