L’Italia è il Paese che riceve i maggiori finanziamenti dal gruppo Bei, costituito dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fei, il Fondo europeo per gli investimenti. Secondo i dati presentati giovedì 1° febbraio a Roma, con ben 89 operazioni firmate l’Italia ha ricevuto un volume complessivo di 12,2 miliardi di euro, in grado di attivare investimenti per circa 38 miliardi di euro. In altre parole, un euro ogni 6 erogati dal gruppo in Europa ha avuto come destinatari soggetti italiani.
«Nel 2023, un anno caratterizzato da una crescente instabilità geopolitica ed finanziaria, il gruppo Bei ha svolto un ruolo fondamentale per sostenere la crescita economica in Italia, promuovendo investimenti a favore della transizione climatica ed energetica, lo sviluppo economico del Mezzogiorno e la digitalizzazione e innovazione del settore privato», ha commentato Gelsomina Vigliotti, vicepresidente Bei e presidente del Fei. «Abbiamo consolidato il nostro ruolo di Banca del clima dell’Italia e dell’Unione europea».
I finanziamenti dedicati alla sostenibilità ambientale e sicurezza energetica nel Paese hanno superato di quasi 1,5 miliardi di euro i livelli record del 2022, portandosi a 7 miliardi di euro. «Questa è la prova che l’economia italiana ha saputo creare progetti e iniziative di successo, capaci di catalizzare fondi europei e usarli come moltiplicatori dell’investimento», ha aggiunto Vigliotti.
Di questi 7 miliardi, circa 3 sono stati dedicati a sostenere gli obiettivi di RePowerEu: risparmio energetico, produzione di energia pulita, diversificazione dell’ approvvigionamento energetico.
Tra le operazioni più recenti, ci sono i 165,5 milioni di euro investiti per ampliare la capacità produttiva di 3Sun (Enel), che diventerà la più grande gigafactory per la produzione di celle e moduli solari in Europa, e i contratti di finanziamento con Terna per un totale di 900 milioni di euro, che si aggiungono ai 500 milioni stanziati nel 2022, per la realizzazione del Tyrrhenian Link, il doppio cavo sottomarino che collegherà la Sicilia con la Sardegna alla penisola.
Sempre nel 2023, il gruppo Bei ha destinato altri 4,6 miliardi di euro, circa il 38%, dei propri investimenti in Italia, a favore dello sviluppo economico del Mezzogiorno. Tra gli esempi, i 2,1 miliardi di euro per la realizzazione della linea ferroviaria Palermo-Catania e il finanziamento Venture Debt di 25 milioni di euro in Sardegna per il primo impianto su scala commerciale per la produzione della batteria a CO2.
Un capitolo importante delle operazioni Bei riguarda le piccole e medie imprese. In collaborazione con le principali banche pubbliche e commerciali del Paese, il gruppo ha finanziato le esigenze di liquidità e di capitale circolante delle Pmi con quasi 3 miliardi di euro, sostenendo oltre 58mila imprese che impiegano più di un milione di persone.
Quasi raddoppiati (+98%) rispetto al 2022 i finanziamenti a favore dell'innovazione e digitalizzazione delle imprese in Italia, raggiungendo un volume complessivo di 2,30 miliardi di euro. «Questi investimenti», ricorda la Bei, «sono fondamentali per realizzare i due grandi obiettivi del Green Deal, come la transizione ecologica e la digitalizzazione. Vi rientrano i 500 milioni di euro a Iveco per promuovere l’elettrificazione, efficienza e sicurezza del settore dei trasporti, ma anche i 350 milioni di euro ad Amplifon per accelerare ulteriormente il percorso di innovazione e digitalizzazione dell’azienda.
Nel 2023, il Fondo ha investito circa il 9% della propria attività totale in Italia, ovvero 1,35 miliardi di euro (+48% rispetto al 2022), di cui 804 milioni in garanzie e 554 milioni in equity. Per esempio, ha siglato accordi con Cdp Real Asset Sgr che consentirà di destinare 300 milioni di euro a favore delle infrastrutture sociali per l’abitare, e col gruppo Bper Banca per promuovere gli investimenti nel campo della sostenibilità, dell'innovazione, digitalizzazione, e nei settori della cultura e della creatività. (riproduzione riservata)