Italgas archivia i primi nove mesi del 2025 con una crescita a doppia cifra dei principali indicatori economico-finanziari e alza il velo sul nuovo piano industriale, che porta il livello complessivo degli investimenti a 16,5 miliardi al 2031, con un aumento dei benefici sul fronte dell’ebitda – ora stimati in 250 milioni. Notizie apprezzate dal mercato, che ha premiato il titolo Italgas portando le azioni, oltre metà seduta, a guadagnare il 3,55% a 9,18 euro, ovvero il massimo storico dal ritorno a piazza Affari a fine 2016.
Guardando ai conti, i ricavi totali si sono attestati a 1,85 miliardi di euro, in aumento di 555,5 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2024 (+42,8%). In crescita anche l'utile netto attribuibile al gruppo, che al 30 settembre si attesta a 514,9 milioni di euro, in aumento del 45,2% rispetto ai 354,6 milioni di euro riportati lo scorso anno.
Ancor più rilevanti le indicazioni che arrivano dal piano industriale. Ammontano complessivamente a 16,5 miliardi di euro gli investimenti previsti da Italgas nel piano strategico 2025-2031 «Shaping a new energy», presentato alla comunità finanziaria. L'importo, che include l'ammontare per l'acquisizione di 2i Rete Gas, rappresenta un aumento di 900 milioni di euro (+5,7%) rispetto al precedente, e del 10,2% se non si considera l’acquisizione, i relativi disposal e i tenders.
Gli investimenti, spiega il gruppo in una nota, «sono guidati soprattutto dallo sviluppo delle attività di distribuzione del gas in Italia e in Grecia, nonché dall'upgrade tecnologico e digitale delle nuove reti acquisite, per rendere le stesse sempre più smart, digitali e flessibili, e capaci di accogliere quote crescenti di gas rinnovabili, come biometano, idrogeno e metano sintetico, contribuendo al tempo stesso alla stabilità dei sistemi energetici».
Del totale, 13,2 miliardi sono destinati ovviamente alla rete italiana della distribuzione, con una quota significativa – 8,3 miliardi di euro – destinati allo sviluppo, repurposing e upgrade delle reti. Quest’ultimo importo contempla anche le recenti gare aggiudicate (tra cui Crotone-Catanzaro e Torino 5) e il passaggio al gas naturale di Sassari, Cagliari e Nuoro che dovrebbe avvenire nel 2026. Nonostante l’operazione con 2i Rete Gas, Italgas conta di continuare a partecipare alle gare Atem e per questo percorso prevede di investire 1,5 miliardi. Un altro miliardo sarà destinato alla Grecia, per estendere e digitalizzare la rete di distribuizone del gas ellenica. Infine, al settore idrico saranno dedicati 450 milioni per colmare il gap infrastrutturale e tecnologico delle reti, a cui si aggiungono 340 milioni per l’efficienza energetica.
La nuova dimensione, unita al lavoro messo a terra porterà la Rab cumulata (infrastrutture gas e acqua in Italia e Grecia) a crescere del 10,4% in media all’anno (cagr) raggiungendo i 20,3 miliardi a fine 2031. Se non dovesse arrivare il contributo dalle gare atem, la Rab sarebbe di 18,9 miliardi (+9,2% cagr). Il piano porterà così a ricavi per 3,4 miliardi al 2029 che saliranno a 3,8 nel 2031 con un ebitda di 2,7 miliardi al 2029 e di 3 miliardi nel 2031, per un utile di oltre un miliardo di euro nel 2029.
Italgas stima, nell’ambito del piano, 250 milioni di euro di benefici sull’ebitda al 2031 (rispetto al 2023) dalla combinazione di sinergie industriali, efficienze, maggiore insourcing di attività industriali core e trasformazione AI, derivanti dall'integrazione con 2i Rete Gas. Il numero è in forte crescita rispetto al precedente piano che prevedeva 200 milioni di euro di risparmi complessivi. Le sinergie e le efficienze industriali si aggireranno sui 180 milioni, riguardando tutti gli ambiti aziendali, dallla razionalizzazione di uffici e magazzini fino all’unificazione dei sistemi Ict. Altri 70 milionidi efficienze saranno generati dall’applicazione dell’Ai su numerosi processi operativi.
La società, che ha anche alzato la guidance per quest’anno (ricavi 2,5 miliardi, ebitda rettificato di circa 1,87 miliardi), ha inoltre esteso la politica sui dividendi fino al 2028, migliorando la base di riferimento per la crescita annuale garantita del 5%. In particolare, per fornire la cedola più alta si deciderà se prendere il dps 2024 da 0,406 euro aumentato del 5% l’anno oppure il dps uguale al 65% dell’utile netto rettificato per azione. Significa che il dividendo per azione a valare sul 2025 sia almento l’11,7% sul dividendo 2024 (aggiustato con l’applicazione dello Ias33).
«Il piano con 16,5 miliardi di euro di investimenti, in aumento di 900 milioni di euro rispetto al precedente, è il più rilevante nei 188 anni di vita del gruppo», afferma l’ad Paolo Gallo. «Questo traguardo è frutto dell'acquisizione di 2i Rete Gas e della visione industriale».
«Con l’operazione con F2i abbiamo creato un campione europeo che contra 30 milioni di clienti e una rete di 156 mila km», ha esordito Gallo aprendo la presentazione a Londra del business plan. «Sette mesi fa abbiamo chiuso l’importante operazione con F2i e ora vogliamo mantenere la leadership e massimizzare il valore per i nostri stakeholders», ha aggiunto. Il numero uno di Italgas non ha mancato di guardare al percorso di crescita, ricordando i 7,4 miliardi investiti dal 2017 al 2024, con un valore della Rab aumentata del 68%, passando poi per il deal con 2i Rete Gas – diventando il più grande Dso d’Europa: «Ora vogliamo investire 16,5 miliardi (compresa l’operazione con 2i Rete Gas) fino al 2031, portando a una crescita dell’ebitda e dell’eps a doppia cifra».
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