Da mesi cercavano una soluzione. E ora finalmente eccola. Sandro Pappalardo, il presidente di Ita Airways, compagnia aerea italiana che il governo di Giorgia Meloni ha affidato ai tedeschi di Lufthansa, potrà finalmente avere una retribuzione. La questione era decisamente rognosa.
Perché c’è una legge fatta nel 2012, al tempo del governo di Mario Monti (e poi implementata da Marianna Madia, ministra dell’esecutivo di Matteo Renzi), che vieta ai pensionati pubblici di assumere cariche retribuite in enti e società partecipati dallo Stato. Potrebbero ricoprirle soltanto a titolo gratuito e comunque per un periodo non superiore a due anni.
E si dà il caso che Pappalardo, ex pilota militare, consigliere di amministrazione dell’Enit e già assessore al Turismo della Regione Siciliana nella giunta di Sebastiano Musumeci, attuale ministro FdI della Protezione Civile nel governo Meloni, nonostante la relativamente giovane età (è del 2 gennaio 1967) sia appunto già pensionato. Dettaglio che gli avrebbe comunque impedito di completare un mandato triennale, anche se avesse accettato di fare il presidente gratis anziché con il mezzo milione l’anno del quale aveva parlato Il Fatto Quotidiano all’atto della sua nomina.
Per venirne fuori è stato sufficiente piazzare un emendamento in un decreto, quello sulla pubblica amministrazione convertito da pochi giorni in legge. E scritto come sempre si scrive un emendamento quando non si vuole far capire quello che c’è scritto.
Comma 3 dell’articolo 13 bis del decreto legge 14 marzo 2025, numero 25, convertito nella legge 9 maggio 2025, numero 69: «All'articolo 79, comma 5, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, dopo le parole: decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 sono inserite le seguenti dall'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6luglio 2012, n.95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135». Amen.
Traduzione: il divieto a intascare lo stipendio e a restare in carica (gratis) per più di due anni stabilito dal decreto Monti del 2012 non vale per la compagnia aerea nata con quella legge del 2020. Cioè Ita Airways.
Potevano scriverlo in modo che si capisse? Certo. Anzi, dovevano. Pensate che lo dice una legge fatta una quindicina d’anni fa proprio da un governo (il quarto di Silvio Berlusconi) fatto dalle stesse forze politiche ora al potere. Quella legge, voluta da uno che è ministro anche oggi, vale a dire il leghista Roberto Calderoli, prescriveva che non si potevano più fare leggi incomprensibili e che contenessero incomprensibili rimandi ad altre leggi scritte in modo incomprensibile. Come quella, appunto, che ora ha risolto il problema della retribuzione di Pappalardo.
Per dovere di cronaca va detto che la norma Calderoli è ancora attualmente in vigore, anche se nessuno l’ha mai osservata. (riproduzione riservata)