A febbraio il commercio estero italiano mostra segnali contrastanti. Secondo le stime dell’Istat, le esportazioni crescono su base mensile del 2,6%, ma restano sostanzialmente stagnanti su base annua (-0,2%). A sostenere il dato congiunturale sono soprattutto i mercati extra Ue, mentre l’Europa continua a rallentare.
L’aumento mensile dell’export è interamente dovuto alle vendite verso i Paesi extra Ue (+5,3%), mentre quelle verso l’Unione europea restano ferme. Su base annua emerge una spaccatura ancora più netta: +2,8% verso i mercati extra europei contro una flessione del 2,9% nell’area Ue.
Tra i partner commerciali, pesano le forti contrazioni verso Germania (-15,4%), Spagna (-15,3%), Turchia (-27%) e Regno Unito (-13,6%). Al contrario, crescono le esportazioni verso Svizzera (+33,2%), Stati Uniti (+8%) e Paesi Opec (+14,5%).
A livello settoriale, frenano soprattutto i mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli), in calo del 22,1%, insieme ai prodotti petroliferi raffinati e ad altri comparti manifatturieri. In controtendenza invece i metalli di base e prodotti in metallo (+30,7%) e il settore farmaceutico (+3,0%), che continuano a sostenere le vendite all’estero.
Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, l’export cresce dello 0,9%, mentre le importazioni calano dell’1,3%, nonostante a febbraio registrino un aumento congiunturale più marcato (+3,5%). Su base annua, l’import scende dell’1,3% in valore, ma cresce leggermente in volume (+0,4%).
Il saldo commerciale resta positivo e in miglioramento: +4,9 miliardi di euro a febbraio, rispetto ai +4,4 miliardi dello stesso mese del 2025. A contribuire è soprattutto la riduzione del deficit energetico, sceso a -3,5 miliardi. Tuttavia, si riduce anche l’avanzo dei prodotti non energetici, segnale di un equilibrio ancora fragile. (riproduzione riservata)