Dopo il raid in Venezuela e le mire sulla Groenlandia, il presidente statunitense Donald Trump si è esposto anche sull’Iran, rivolgendosi direttamente ai manifestanti: «Continuate così gli aiuti sono in arrivo». Un nuovo intervento degli Usa che, oltre che sugli equilibri geopolitici mondiali, impatterebbe anche sull’economia italiana.
Nel 2024 infatti l’interscambio commerciale tra Italia e Iran si è attestato a 713 milioni di euro, con esportazioni italiane pari a 528 milioni e importazioni dall’Iran per 185 milioni, determinando un saldo commerciale positivo per l’Italia di 343 milioni di euro. Questa la fotografia scattata da un report del centro Studi di Unimpresa. L’export italiano, pur in lieve flessione rispetto ai 598 milioni del 2023, rimane superiore ai livelli del 2020-2022, mentre le importazioni dall’Iran, salite a 185 milioni, restano contenute e selettive.
Entrando nel dettaglio, Unimpresa registra che le esportazioni italiane verso l’Iran sono trainate in modo netto dai macchinari e apparecchiature industriali, che valgono 271 milioni di euro, oltre la metà del totale. Seguono la chimica con 49 milioni, la farmaceutica con 47 milioni, l’elettronica e ottica con 27 milioni, i metalli e prodotti in metallo con 27 milioni e le altre manifatture con 26 milioni. Una composizione delle vendite tricolore «che conferma il ruolo dell’Italia come fornitore di beni strumentali e tecnologie essenziali per l’apparato produttivo iraniano», si legge nel report.
Più frammentata la struttura delle importazioni italiane dall’Iran. Nel 2024 la prima voce è rappresentata dai metalli e prodotti in metallo, con 74 milioni di euro, seguiti dai prodotti di agricoltura, silvicoltura e pesca con 41 milioni. Farmaceutica e alimentari, bevande e tabacco valgono ciascuno 19 milioni, mentre chimica ed estrattivo si attestano rispettivamente a 12 e 8 milioni di euro. Dati che riflettono «un approccio prudente da parte degli operatori italiani, che privilegiano flussi più facilmente tracciabili e meno esposti a criticità geopolitiche», aggiunge Unimpresa.
Tutti questi numeri raccontano «una relazione che mantiene aperti i canali commerciali e conserva un potenziale significativo, ma che resta compressa rispetto ai livelli esprimibili in uno scenario internazionale più favorevole», spiega Unimpresa, citando il contesto geopolitico e sanzionatorio. Il picco dell’interscambio tra Iran e Italia è stato infatti toccato tra il 2015 e il 2017 all’indomani dell’accordo sul nucleare e della sospensione di parte delle sanzioni: superati i 5,1 miliardi di euro. In condizioni di incertezza e sanzioni tende invece a stabilizzarsi su valori inferiori al miliardo. (riproduzione riservata)