La tematica dell’intelligenza artificiale continua a dominare negli Stati Uniti e in Asia/Cina, fornendo un supporto ai multipli delle azioni. Sulle mega capitalizzazioni connesse al tema, Ersel continua a vedere spunti più solidi in una pluralità di scenari. «Il rally rimane sostenuto dalle revisioni positive, in rallentamento negli Stati Uniti e in stabilizzazione/miglioramento nelle altre aree», si legge nell’outlook ottobre 2025.
Ersel nota anche un leggero allargamento delle tematiche, ad esempio verso i farmaceutici, ma la dispersione rimane molto elevata. In ogni caso, dice la società di investimento, «i progressi degli indici americani non dovrebbero stupirci visto il legame stretto con i fondamentali aggregati, ma allo stesso tempo si continuano
a evidenziare alcune situazioni di eccesso speculativo e, più in generale, una sovraperformance delle componenti high beta/high momentum». Detto questo, «l’allocazione globale è ancora distante dagli eccessi di fine anni ’90».
Nel frattempo, l’Europa ha da mesi interrotto la sovraperformance rispetto agli Stati Uniti. «La minor esposizione dell’indice al tema AI ha pesato e la porzione di società competitive a livello globale ha patito per l’impatto del rafforzamento dell’euro», spiega Ersel. Le revisioni aggregate sono state decisamente negative e l’indice ha continuato ad aggrapparsi al momentum dei temi di inizio anno, con una certa discrasia rispetto ai trend relativi di revisione delle stime. Le stime per il 2026, avverte, «rimangono poco plausibili, fornendo quindi minor supporto in termini valutativi». Anche i segnali di decelerazione dell’economia americana non sorprendono Ersel, «sono in linea con il nostro scenario».
Sul mercato obbligazionario il «pivot» della Fed ha in parte rasserenato gli animi, «confermando come appropriato il nostro posizionamento pieno sulla duration nei portafogli multiasset, per compensare i rischi legati agli investimenti nell’ambito delle azioni e del credito».
Tra le obbligazioni societarie Ersel continua a preferire le emissioni con un alto merito creditizio. Inoltre, le emissioni del settore finanziario offrono ancora un extra-rendimento interessante e continuano a essere ben rappresentate nei portafogli. «Manteniamo un atteggiamento prudente sul credito a maggior rischio», aggiunge.
E per quanto riguarda le azioni, anche a fronte del buon andamento delle attività di rischio durante l’estate, «manteniamo, se non addirittura rafforziamo, il nostro convincimento di prudenza circa la gestione della quota azionaria complessiva», puntualizza Ersel.
Dato il contesto altamente incerto, non solo economico ma anche geopolitico, Ersel mantiene un’ampia diversificazione per Paesi, settori e fasce di capitalizzazione. In particolare, guarda con attenzione alla politica economica in atto in Cina, per possibili sviluppi positivi dal lato dei consumi e della tecnologia.
Per le valute, infine, ha tenuto esposizioni invariate durante l’estate, mantenendo una sotto esposizione al dollaro statunitense nei portafogli multiasset. Alcuni di questi hanno investimenti sulle materie prime, tramite strategie diverse anche in funzione dei rispettivi obiettivi di rischio e di rendimento. (riproduzione riservata)