Immaginare un «ChatGpt banker» al posto di consulenti e asset manager è fanta-finanza? Oppure l’intelligenza artificiale potrà sostituire i professionisti che guidano gli investimenti degli italiani? Sul palco del Salone del Risparmio, che si conclude il 17 aprile 2025 all’Allianz MiCo di Milano, la risposta a questa domanda è stata abbastanza univoca: l’intelligenza artificiale può semmai integrare il lavoro degli esperti, non certo rimpiazzarli. L’utilizzo dell’AI nel settore finanziario, del resto, è già realtà: secondo un sondaggio di Assogestioni e Bain, presentato al Salone, gli investimenti in AI delle società di asset management triplicheranno nei prossimi tre anni.
Nello specifico, la survey stima un incremento degli investimenti dai 20-25 milioni del 2023 a 60-70 milioni nel 2027. Inoltre, l’AI rientra tra le priorità del 60% degli asset manager censiti e, tra chi ha già implementato soluzioni di AI generativa, l’80% si dice soddisfatto dei risultati. Ma quali sono gli ambiti in cui l’AI sta prendendo piede?
La maggior parte dei casi d’uso riguarda l’analisi dei dati e degli investimenti. Le sgr sfruttano le nuove tecnologie per rispondere alle domande dei clienti, generare report, estrapolare informazioni dai documenti e identificare eventuali anomalie, ma anche ottimizzare i portafogli. «L’AI aiuta a diversificare e a creare portafogli reattivi, cioè che possano reagire più velocemente in caso di shock», ha puntualizzato Giovanni Sandri, head of Southern Europe di Blackrock e vicepresidente di Assogestioni.
Consulenti e asset manager, dunque, per ora possono dormire sonni tranquilli. «La figura professionale si evolverà piuttosto in un ‘consulente aumentato’ che potrà gestire più clienti in meno tempo grazie all’AI. L’innovazione amplifica l’attività», ha osservato Marco Papagni, head of marketing di Fideuram. Impensabile, però, lasciare che gli algoritmi operino senza la supervisione umana. «Ho provato a far selezionare all’AI dei bond in euro con rating minimo BBB e lo ha fatto, peccato che gli Isin fossero sbagliati», ha raccontato Stefano Lenti, responsabile reti commerciali di Banca Generali.
Oltre che come strumento per ottimizzare e migliorare il lavoro, l’AI piace anche come settore su cui puntare. Secondo un’analisi dell’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, l’esposizione dei fondi all’AI è cresciuta dal 9% nel 2023 al 13% nel 2024. (riproduzione riservata)