Gli Etf si fanno sempre più largo nelle scelte di investimento degli europei, a cominciare dai giovanissimi. Secondo una ricerca condotta da Scalable Capital, broker regolamentato con sede in Germania guidato in Italia dall’ex Goldman Sachs Alessandro Saldutti, nel mix di investimento degli under 35 europei che utilizzano la piattaforma i replicanti costituiscono il 75% del portafoglio totale. Un dato che, per gli over 55 (la ricerca è finalizzata a mettere a confronto gli investitori più giovani e quelli più maturi) rimane comunque elevato ma scende al 59%. Seguono a ruota le azioni (23% per i giovani, 36% per i loro colleghi più maturi) e a seguire, con una quota residuale per entrambe le fasce di età, il resto delle asset class.
La ricerca di Scalable Capital non vuole rappresentare un campione fedele dell’intera popolazione, ma soltanto di quella che investe tramite la piattaforma (quello che in gergo spesso si identifica come il fai-da-te): non è quindi incluso il canale della distribuzione bancaria. Da un altro studio del broker paneuropeo, realizzato in partnership con la società di ricerca Appinio su un campione di 6 mila persone non clienti di Scalable distribuite nei principali mercati Ue (Italia, Germania, Francia, Austria, Spagna e Olanda) emerge che la media europea degli investitori di Etf è del 10,3%, che però in Italia scende a meno della metà (5,1%). In tutto ciò, la quota di giovani europei che opta per i replicanti in portafoglio è pari al 14,9% della popolazione e sale fino al 42% nel mercato tedesco.
Per quanto riguarda i singoli Etf preferiti da chi investe in Scalable, non stupisce troppo trovare in testa alla classifica, sia per i giovani sia per i meno giovani, fondi negoziati in borsa che replicano i grandi indici come S&P 500 e Msci World, oppure i replicanti tematici su settori specifici come intelligenza artificiale, automazione e robotica e altri dedicati ai mercati emergenti. Di contro, se i giovani sono orientati a investimenti legati ai megatrend come tecnologia, AI, rinnovabili, i loro colleghi più maturi preferiscono orientarsi ancora verso settori tradizionali come quelli legati all’oro e alle materie prime.
Un ultimo punto della ricerca riguarda l’utilizzo dei piani di accumulo (pac), meccanismi di investimento che consentono di allocare il denaro in un determinato prodotto in modo scaglionato e costante nel tempo.
Per la fascia d’età 25-34 anni il rapporto dei pac è del 42% (32% per gli over 55). La fascia d’età più giovane in assoluto (18-24 anni) ha aumentato la propria quota di risparmio di 4,5 volte negli ultimi due anni. «Quello che leggiamo nel comportamento dei nostri clienti», commenta Saldutti, country manager di Scalable Capital in Italia, «è una grande lungimiranza da parte dei giovani che hanno colto le opportunità del digitale per far fruttare piccoli capitali e arrivare agli stessi obiettivi di chi li ha preceduti affidandosi a una gestione patrimoniale professionale che richiedeva grandi capitali e comportava grandi costi». (riproduzione riservata)