Directa sim chiude il 2025 a un passo dai 10 miliardi di euro di asset gestiti per conto della clientela, registrando una crescita del 47% rispetto ai circa 6,6 miliardi di euro di dicembre 2024. Merito di due fattori in particolare: da una parte, l’andamento dei mercati nel corso dei dodici mesi.
Dall’altra, l’acquisizione di nuova clientela, che porta il totale della piattaforma di investimenti quotata su Egm a 137.568, in aumento del 31,6% rispetto al 2024. Nel solo 2025 sono stati aperti, comunica la società in una nota, 33mila nuovi conti. «Un dato particolarmente significativo riguarda il finale dell’anno, periodo nel quale abbiamo acquisito in media un nuovo cliente ogni 12 minuti», sottolinea il direttore commerciale, Stefano D’Orazio. «Accanto allo sviluppo della nostra offerta, abbiamo inoltre investito con continuità nell’educazione finanziaria attraverso la Directa Academy, un’iniziativa pensata specificamente per tutti gli italiani che vogliono avvicinarsi in modo consapevole al mondo degli investimenti e del trading».
Gli ordini nel 2025 sono stati circa 6 milioni, con un aumento del 27% rispetto al 2024. Più della metà di questi sono stati eseguiti sui mercati cash, cioè quelli dove avviene il regolamento delle operazioni a pronti domestici, che hanno riportato una crescita del 33%.
Il controvalore complessivo dell’intermediato sui titoli cash ha superato i 44 miliardi di euro (+23%). Significativa è stata anche la crescita degli eseguiti nel comparto degli Etf, che ha riportato un aumento del 71%, trainata da iniziative come i piani di accumulo a costo zero.
Contestualmente Directa ha registrato un crescente interesse per i mercati Usa, che hanno segnato una crescita pari al 32% del numero di ordini eseguiti rispetto al 2024.
Archiviato il 2025, ora è tempo di guardare al futuro. «Continueremo a investire con convinzione in tecnologia, nel miglioramento dell’esperienza utente, nella qualità del servizio e in nuove e importanti iniziative di marketing, con l’obiettivo di sostenere una crescita ancor più ambiziosa», afferma Andrea Busi, ad della società.
Gli fa eco il presidente, Massimo Segre: «Il modello della disintermediazione ha raggiunto in Italia una maturità irreversibile: sto parlando di risparmiatori che hanno scelto l'autonomia decisionale come criterio di gestione del proprio capitale. La crescita del 47% degli asset amministrati in un solo anno dimostra che questa scelta non è marginale, ma rappresenta un'alternativa credibile e consolidata all'intermediazione tradizionale». (riproduzione tradizionale)