Intred mette al centro della strategia 2026 lo sbarco sul mercato principale, da accompagnare a una continua crescita del business ordinario e al lavoro per espandere il business dei data center. L’operatore tlc bresciano guidato dall’amministratore delegato Daniele Peli ha comunicato, insieme ai kpi al 31 dicembre 2025, la volontà di fare uplisting: da Egm a Star.
«Lo riteniamo un passaggio fondamentale per proseguire la nostra crescita anche a Piazza Affari, che avevamo in mente già nel 2018 al momento della quotazione, quando fossimo arrivati intorno ai 50 milioni di ricavi», racconta Peli a Milano Finanza. Una soglia per la verità raggiunta già dal 2023 e reiterata nei due esercizi successivi: 55,2 milioni nel 2024 e 55,8 milioni nel 2025.
«Oggi è il momento giusto - riassume Peli - vogliamo vivacizzare gli scambi sul titolo e renderlo più liquido, intercettando investitori che non puntano sull’Egm. Così anche l’azienda potrà crescere di valore». A spingere verso il passaggio, ricorda l’ad di Intred, sono anche «i costi più contenuti del passato e la semplificazione delle regole per fare uplisting».
Il processo, realisticamente, dovrebbe concludersi nella seconda metà del 2026. Da escludere però, almeno per il momento, l’immissione di nuove azioni sul mercato per recuperare risorse finanziarie: «Non ne abbiamo bisogno», osserva Peli.
Intred è forte di oltre 200 milioni di euro di investimenti già fatti negli scorsi anni per la costruzione della propria rete in fibra ottica – oggi arrivata a 15 mila chilometri di estensione – e si sta concentrando sullo sviluppo del business ordinario, anche a fronte della progressiva conclusione dei bandi per connettere le scuole della Lombardia che hanno richiesto importanti sforzi negli ultimi anni. «A prima vista la crescita è stata limitata, ma se si considerano i ricavi caratteristici siamo arrivati a toccare 47,4 milioni, con un incremento di oltre l’8% dal 2024», evidenzia Peli.
Altro dato da evidenziare è la forte spinta del gruppo nel settore dei servizi da data center. Nel 2025 la crescita su base annua è stata del 42,4%, arrivando a un fatturato generato di 1,9 milioni. «Si tratta di un business in forte crescita e che ci sta aprendo anche nuove prospettive grazie alla possibilità di offrire un bundle di servizi di connettività completo», prosegue l’ad di Intred.
A giocare a favore dell’operatore bresciano c’è anche la forte presenza sul territorio lombardo e la capacità di stringere con le imprese locali un rapporto di fiducia. «A nostro vantaggio giocano due aspetti – sottolinea Peli –: l’importanza sempre maggiore della sovranità, con la garanzia che i dati sono in mano a soggetti italiani e che garantiscono standard di sicurezza e privacy; la presenza sul territorio e la reputazione costruita nel tempo che ci regalano un vantaggio sul posizionamento nei confronti dei clienti».
L’obiettivo è espandere ulteriormente l’infrastruttura nel medio periodo. «Siamo al lavoro per costruire un nuovo data center riqualificando un ex sito della Ideal Standard – ricorda l’ad di Intred –. La speranza è quella di poter posare la prima pietra intorno a metà 2026 e di completare la struttura entro il 2027».
Nel frattempo, nel 2026, l’obiettivo per continuare a crescere è spingere sull’acquisizione di nuovi clienti «valorizzando gli investimenti sulla rete effettuati negli scorsi anni». L’espansione in territori dove Intred è arrivata più di recente – come Varese, Como, Milano e Monza – «sta ripagando, visto che vediamo molto interesse di potenziali clienti privati, e regala nuove opportunità di connessione, magari per altre utenze della pubblica amministrazione».
La porta non è chiusa a altre operazioni straordinarie, anche se «solo con le giuste opportunità, magari per integrare know how o per ampliare la base clienti». (riproduzione riservata)