Le fondazioni danno gli ultimi ritocchi alla lista per il rinnovo del cda di Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di presentarla entro febbraio. Le conferme nella rosa dovrebbero essere molte, a partire da quella del ticket consigliere delegato – presidente, ma potrebbe esserci anche qualche novità di rilievo.
Il rinnovo del board della Ca’ de Sass sarà uno degli appuntamenti più importanti per la comunità finanziaria italiana nella prossima primavera (l’assemblea è convocata per il 29 aprile). A muoversi saranno i grandi azionisti della banca cioè le fondazioni che complessivamente detengono oltre il 15% del capitale. Come già accaduto nei rinnovi del 2019 e del 2022, gli enti hanno sottoscritto un patto di consultazione ad hoc in vista della presentazione e del voto della rosa.
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Nella compagine ci sono Compagnia di San Paolo (6,11%), Cariplo (3,94%), Cariparo (1,79%), Carifirenze (1,68%), Carisbo (1,25%) e, per la prima volta, anche la Cassa di Risparmio Cuneo, ex socio di riferimento di Ubi Banca che dopo l’opas del 2020 è entrato nel capitale di Intesa con l’1,05%. A dirigere i lavori è l’ente torinese presieduto da Marco Gilli, che cura anche il confronto con le istituzioni.
In particolare all’inizio di gennaio è stato inoltrato alla Bce il filing relativo al patto che dovrà essere autorizzato dalla Vigilanza prima del deposito della lista. In linea teorica Francoforte avrebbe 60 giorni per esprimersi ma, secondo fonti finanziarie, la luce verde potrebbe arrivare entro febbraio consentendo così agli enti di depositare la rosa.
Nel frattempo anche il board di Intesa sta compiendo tutti i passi propedeutici al rinnovo. Come sempre accade per le banche vigilate dalla Bce, la procedura è particolarmente complessa. Bisogna infatti tenere conto dei requisiti di professionalità e onorabilità degli amministratori introdotti da Francoforte. Il cosiddetto fit and proper assessment valuta l’esperienza, le competenze e la levatura dei candidati a ricoprire un incarico negli organi della banca, come ad esempio amministratore delegato o componente del board.
Nella rosa molte saranno le conferme, a partire dai nomi del presidente Gian Maria Gros-Pietro e del consigliere delegato Carlo Messina. Anche per il vice presidente Paolo Andrea Colombo (storicamente sostenuto da Cariplo) dovrebbe scattare la conferma.
La novità principale invece, si mormora nella city milanese, potrebbe essere l’arrivo in cda di Paolo Grandi. Il banchiere di lungo corso è stato chief governance officer di Intesa fino allo scorso anno quando ha lasciato l’incarico con una tempistica che ora gli consentirebbe di entrare in lista. La mossa sarebbe propiziata anche dal consolidato legame tra Grandi e Cariplo, anche se per il momento «non c’è ancora nulla di scolpito nella pietra», spiega una fonte qualificata. (riproduzione riservata)