Carlo Messina boccia l’interventismo dei governi europei nel consolidamento bancario. Le parole del ceo di Intesa Sanpaolo arrivano in un periodo caldissimo per il settore dopo il blitz di Unicredit su Commerzbank (attraverso una scalata in azioni e derivati che ha portato il gruppo italiano al 28% potenziale) e l’ops della stessa banca su Banco Bpm.
«Sono gli azionisti, coloro che investono nelle aziende, a determinare il loro futuro», ha dichiarato Messina in un’intervista al Financial Times. «I governi non possono scegliere in base alle proprie preferenze, ma dovrebbero intervenire solo nei casi in cui è in gioco la stabilità finanziaria».
Un riferimento indiretto alle barricate erette dal governo tedesco contro l’operazione Unicredit-Commerbank, ma anche al possibile impiego del golden power da parte dell’esecutivo italiano nell’ambito della partita Banco Bpm.
Proprio in merito all’operazione di Piazza Gae Aulenti in Germania il banchiere ha spiegato: «è evidente che oggi siamo in una fase in cui il consenso politico si costruisce difendendo i confini nazionali in determinati settori, ma Unicredit possiede già una grande banca tedesca (Hvb, ndr)», ha affermato Messina.
Anche in passato il banchiere si è focalizzato nelle sue uscite pubbliche sulla complessità di fare operazioni puramente cross-border senza il completamento dell’Unione Bancaria.
Messina si è concentrato anche sulle future, possibili geografie del credito italiano. «Credo che emergerà comunque un terzo grande player in Italia, poiché il mercato lo richiederà», ha detto il ceo di Intesa. «Vediamo positivamente una maggiore consolidazione e una maggiore concorrenza nel settore bancario italiano, poiché questo è fondamentale per garantire investimenti solidi in cybersicurezza e tecnologia, che contribuiscono alla forza dell'economia italiana».
Negli 11 anni sotto la guida di Messina, la capitalizzazione di mercato di Intesa è più che raddoppiata a 69 miliardi di euro e la banca ha distribuito un record di 31 miliardi di euro.
Nel 2020, c’è stata l'acquisizione di Ubi Banca per 4,2 miliardi di euro, che gli azionisti hanno approvato dopo cinque mesi di intense negoziazioni. «La nostra acquisizione di Ubi Banca si è svolta nel rispetto del quadro, rispettando le posizioni delle varie autorità e ottenendo la piena approvazione del mercato», ha affermato Messina. (riproduzione riservata)