Il titolo Interpump svetta sui massimi di febbraio 2025 a Piazza Affari. L’azione ha toccato nell’intraday quota 45,76 euro, livello dello scorso 14 febbraio. per poi chiudere il 31 ottobre con un +1,8% a 44,70 euro, sostenuto dalla promozione di Equita, con volumi di scambio nove volti superiori alla media.
Il co-head research team della sim, Domenico Ghilotti, che guarda con fiducia alla trimestrale in uscita il prossimo 14 novembre, ha rivisto al rialzo il giudizio da hold a buy e il target price addirittura da 43 a 52 euro. 9 euro in più di valutazione è un salto non da poco per il costruttore di pompe ad alta pressione che da inizio 2025 ha guadagnato in borsa «solo» un +5,5%.
Più in dettaglio, Ghilotti si aspetta che l’azione sovraperformi il mercato grazie al miglioramento dei margini e alla crescita organica positiva, oltre a vedere opportunità per nuove acquisizioni. «Ci aspettiamo che il segmento hydraulics del gruppo torni a una crescita organica positiva nel terzo trimestre di quest’anno», prevede Ghilotti, «mentre ci attendiamo un rallentamento organico, ma comunque positivo, del water jetting a causa di un secondo trimestre forte e di un confronto più difficile anno su anno».
Nel terzo trimestre i ricavi del gruppo dovrebbero crescere dell'1,3% a 499,3 milioni di euro (vendite hydraulics +0,9% a 322 milioni e water jetting +2,1% a 177 milioni), con una crescita organica del +2,1% e un impatto negativo dei cambi per -2,6%. Anche l’ebitda è atteso in aumento del 4% a 115,4 milioni e l’indebitamento finanziario netto in miglioramento dai 397 milioni di fine giugno del 2025 a 329 milioni grazie al calo del capex, alla crescita del cashflow operativo e al contenimento di circolante.
Nonostante i messaggi contrastanti sulla forza della ripresa ciclica (ancora incerta in Nord America, più solida in Europa), l’atteso ritorno alla crescita organica dell’hydraulics «ci sembra un messaggio molto importante e prevalente rispetto a una maggior prudenza che incorporiamo sul water jetting», precisa Ghilotti che vede, inoltre, l’azienda molto confidente sui margini, come incorporato nelle recenti indicazioni del presidente, Fulvio Montipò.
Per questo motivo, l’esperto ha confermato le stime sui ricavi per il 2025, ma alzato quelle sull’ebitda di un +1% a 471 milioni (margine al 22,7% vs guidance al 22-22,5%) e l’utile per azione del +3% a 2,19 euro. «Pensiamo che revisioni low single digit siano possibili anche sul 2026, pur incorporando una certa cautela sulla domanda in Nord America, e più significative, mid single digit, sul 2027», conclude Ghilotti.
L’ultima volta che il titolo Interpump ha registrato un movimento così ampio è stata il 7 agosto di quest’anno quando la notizia più letta del giorno era: «Interpump balza dopo che i broker alzano il target price in seguito ai risultati del primo semestre».
L’azione scambia a 21 volte l’utile per azione stimato per il 2026 (22 volte l’eps storico). La società è valutata a 2,4 volte il valore contabile e offre un dividend yield dello 0,8% secondo le proiezioni Bloomberg per i prossimi 12 mesi. Attualmente, stando al consenso Bloomberg, l’azione è coperta con 8 rating buy, 1 hold e nessun sell. Il target price medio è a 46,04 euro che rappresenta un aumento del 2,5% rispetto alla quotazione attuale. Per Equita vale molto di più. (riproduzione riservata)