Interpump si rafforza nel mondo dei riduttori di potenza. Il gruppo ha annunciato l'acquisizione, tramite la controllata Reggiana Riduttori, del 70% del capitale di Borghi Assali, società specializzata nella produzione di assali sterzanti idraulici ed elettrici per veicoli industriali, per 5,6 milioni di euro (il 100% è stato valutato 8 milioni a livello di enterprise value). Verrà consolidata a partire dal 1° novembre del 2025.
Fondata nel 1971 con sede a Bomporto, in provincia di Modena, la neo acquisita ha chiuso il 2024 con un fatturato di oltre 12 milioni di euro e un ebitda margin del 15%.
Inoltre, sono stati già definiti i meccanismi di put&call attraverso i quali Interpump potrà acquisire le quote rimanenti a partire da ottobre del 2030.
«Gli attuali proprietari continueranno a gestire la società in coerenza con la filosofia del gruppo», volta a promuovere la continuità della governance aziendale. Nel comunicato stampa si legge anche che le attività di Borghi Assali sono «un perfetto innesto nel settore dei riduttori di potenza: gli assali sono, infatti, prodotti complementari ai riduttori e ampliano la gamma di prodotto».
Una piccola acquisizione, la terza del 2025, dopo quella di giugno del 65% del capitale di Padoan (15 milioni di fatturato ed ebitda margin superiore al 17%), azienda specializzata nel settore dei serbatoi per veicoli industriali e per macchinari, valutata 16 milioni di euro (100%), e la più recente, del 24 ottobre, dell’intero capitale di Tutto Hidraulicos (fatturato di 12 milioni e ed ebitda margin del 24%), società specializzata nel settore dei cilindri idraulici, valutata 12 milioni.
«Nel 2019 siamo entrati nel mondo dei riduttori di potenza attraverso l'acquisizione prima di Reggiana Riduttori e poi di Transtecno, successivamente abbiamo rafforzato la nostra posizione attraverso altri innesti fra i quali Berma. Ora con Borghi Assali arricchiamo ulteriormente la nostra capacità di offerta», ha commentato il presidente esecutivo di Interpump, Fulvio Montipò.
Per quanto di dimensioni limitate, Intermonte ritiene che l’acquisizione abbia un solido razionale strategico in quanto rafforza la posizione di Interpump nel segmento dei riduttori di potenza, grazie alla complementarità tra i prodotti Borghi (assali) e l’offerta esistente (riduttori).
Non solo. L’acquisizione è avvenuta a un multiplo interessante: circa 4,4 volte l’ev/ebitda 2024 «e riteniamo possa creare valore grazie alle sinergie derivanti dall’integrazione della società target all’interno del gruppo», prevede Intermonte.
Si tratta della seconda acquisizione di piccole dimensioni in pochi giorni, elemento che, a detta della sim, «testimonia un rinnovato dinamismo nell’attività di m&a del gruppo, sostenuto da una posizione finanziaria solida: le nostre stime indicano un rapporto debito netto/ebitda intorno a 0,7 volte a fine 2025», conclude Intermonte.
La sim ha ribadito il rating outperform e il target price a 49 euro sull’azione, anche in vista dei conti del terzo trimestre del 2025, in uscita il prossimo 14 novembre (atteso un miglioramento sequenziale dei ricavi nella divisione Hydraulics e un buon trimestre anche nel segmento Water Jetting, anche se non al livello dei trimestri precedenti per una base di confronto decisamente più sfidante).
Il 3 novembre Equita ha inserito proprio Interpump nel suo portafoglio principale con un peso di 250 punti base a seguito dell’upgrade a buy.
A Piazza Affari il titolo, che negli ultimi tre mesi ha guadagnato il 24% circa, ha chiuso la seduta del 4 novembre a quota 44,10 euro (-0,09%). Attualmente il consenso Bloomberg vede prevale (8) i rating buy sull’azione, 1 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 46,54 euro. (riproduzione riservata)