Il titolo Intercos ha strappato un +2,87% a 12,80 euro l’8 maggio in chiusura a Piazza Affari nonostante un primo trimestre del 2026 in contrazione, complice una base di confronto molto sfidante e i cambi sfavorevoli. Le vendite dell’azienda italiana di cosmetica si sono attestate a 227,5 milioni di euro, risultando dell’1% inferiori alla stima del consenso Visible Alpha con trend deboli tra le singole categorie di prodotto, in particolare Skincare ed Hair & Body. A cambi costanti, le vendite sono diminuite del 6,3% su base annua, più di quanto si aspettava il consenso (-5,1%).
Ha sorpreso in positivo la divisione Make-up che ha registrato un calo del fatturato del 5,1%, migliore rispetto al -9,1% stimato dal consenso. Non si può dire lo stesso per la divisione Skincare: -16,9% vs -4,2% previsto dal consenso con la crescita dei brand asiatici compensata dalla debolezza, comunque in ripresa, dei brand emergenti occidentali. Ha deluso anche Hair & Body (-15,9% vs -10,9%)
Al contempo, il margine ebitda rettificato si è contratto di -70 punti base su base annua, arrivando all’11% (meglio del consenso al 10,5%), e l’ebitda rettificato è stato pari a 25 milioni, in contrazione del 14,6%, ma è risultato migliore del 4% rispetto al consenso. Quanto alla posizione finanziaria netta è migliorata a 119,7 milioni.
Mediobanca Research evidenzia il miglioramento del momentum degli ordini, che compensa l’inizio d’anno debole. «Il management ha confermato che il primo trimestre ha rappresentato il punto più basso del ciclo, con una crescita a doppia cifra degli ordini negli ultimi sei mesi che migliora la visibilità su una forte ripresa dal secondo trimestre», precisa la banca d’affari.
In effetti Ubs si aspetta un’accelerazione delle vendite all’8% nel secondo trimestre e all’11,8% nel primo semestre, portando la crescita dell’intero esercizio 2026 a cambi costanti a +6,5%. Questo, combinato con un lieve miglioramento della redditività, dovrebbe sostenere una crescita dell’ebitda del +6,4%.
«Lasciamo invariata la stima di utile per azione 2026 con un impatto neutro mark-to-market dei cambi, ma ora prevediamo una crescita più forte nel Make-up per compensare il trend più debole nello Skincare», precisa Ubs.
Nel caso in cui il conflitto in Medio Oriente dovesse persistere, «vediamo un rischio al rialzo sui prezzi, con Intercos che dovrebbe trasferire i maggiori costi ai clienti», prevede Ubs, ricordando anche in seguito all’uscita del cfo, Paola Agasso, l’attuale coo, Vittorio Brenna, è stato nominato cfo ad interim. un’uscita che «solleverà interrogativi», commenta Jefferies, «visto che porta l’azienda a cercare il terzo cfo in due anni».
Il management di Intercos ha confermato la guidance 2026, prevedendo vendite +5-6% (+6-7% a cambi costanti), in un mercato beauty in crescita del +4-5% (da +4% della stim precedente), con un margine ebitda sostanzialmente stabile rispetto al 14,9% del 2025.
Intercos si aspetta una graduale ripresa del mercato americano. A livello di divisioni, prevede una crescita più forte nel Make-up, mentre Hair & Body dovrebbe registrare una crescita mid-single digit per il resto dell’anno.
Sul fronte Medio Oriente, la società ha osservato aumenti dei costi logistici e dei prezzi energetici, questi ultimi trasferiti mensilmente ai clienti. Tuttavia, a causa dei contratti a prezzo fisso fino a fine anno, i costi energetici per il 2027 potrebbero aumentare se il conflitto dovesse persistere in Iran.
Intercos resta, dunque, ben posizionata per l’anno grazie alla buona visibilità sugli ordini, oltre a un posizionamento relativamente difensivo supportato da un forte pricing power e dalla resilienza del settore beauty.
Ubs si aspetta modifiche limitate alle stime del consenso e per fine 2026 vede ricavi in crescita anno su anno a 1,107 miliardi e un ebitda adjusted a 165,99 milioni con un margine al 15%. Ha quindi confermato il rating buy e i target price a 16,10 euro sull’azione.
Anche Jefferies (target price a 15,30 euro), Mediobanca Research (target price a 15 euro) e Banca Akros consigliano l’acquisto (buy) dell’azione, aspettandosi a fine 2026 ricavi a 1,104 miliardi (crescita organica +5,5%) e un ebitda rettificato a 164 milioni (pari al 14,9% delle vendite).
«Confermiamo il nostro prezzo obiettivo a 17,50 euro per azione e il rating buy con Intercos che attualmente scambia a un multiplo ev/ebitda 2027 di 7,3x, inferiore alla media degli ultimi tre anni di 9,0x», conclude Banca Akros. Il consenso Bloomberg vede 9 buy, 1 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 16,12 euro che implica un potenziale upside del 30% circa. (riproduzione riservata)