La bolla dell’intelligenza artificiale sta per esplodere? O è addirittura già esplosa, e il mondo tecnologico sta solo contando le ultime prima che gli effetti lo travolgano come un tornado? Non si hanno ancora tutti gli elementi per dare una risposta esatta, ma ormai ogni suggestione fa subito pensare al peggio.
L’ultima notizia in ordine di tempo è quella secondo cui Meta, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha messo in pausa le assunzioni per la sua nuova divisione di AI: un programma miliardario visto che, secondo le fonti citate dal Wall Street Journal e Cnbc, l’acquisizione dei maggiori talenti del settore implica il pagamento di bonus sopra i 100 milioni di dollari alla firma del contratto.
Il colosso tech fondato e guidato da Mark Zuckerberg, riporta il Wsj, ha messo in stand-by il suo programma già durante la settimana di Ferragosto, nel contesto di un piano di ristrutturazione più ampio.
La società stessa ha subito smentito, peraltro, che sia in corso una crisi strutturale del settore: un portavoce del gruppo ha infatti precisato che «è in corso una pianificazione organizzativa di base, finalizzata a creare una struttura solida per i nostri nuovi sforzi di superintelligenza dopo aver reclutato personale e aver intrapreso esercizi annuali di pianificazione e bilancio».
Nell’ambito delle recenti assunzioni, una delle mosse più aggressive di Meta è stato l’ingaggio di Alexandr Wang, fondatore di Scale AI (sviluppo di app con l’intelligenza artificiale), nell’ambito di un accordo che ha visto la società madre di Facebook sborsare 14,3 miliardi di dollari per una quota del 49% nella startup di intelligenza artificiale.
Wang ora dirige il laboratorio di intelligenza artificiale dell’azienda, focalizzato sullo sviluppo della serie Llama di modelli linguistici open source di grandi dimensioni, la cui ultima versione è stata rilasciata nell’aprile di quest’anno.
Secondo alcune voci critiche, Zuckerberg sarebbe stato costretto a mettere mano al portafoglio per rimpiazzare una serie di talenti nel settore AI, che si è lasciato sfuggire in passato. Erano infatti sotto contratto con Meta ingegneri e ricercatori che hanno poi dato vita alle principali startup di AI: i creatori di Perplexity, Mistral, Fireworks AI e World Labs provenivano tutti dal laboratorio di intelligenza artificiale della ex Facebook.
E man mano che il boom dell’AI spingeva alla costruzione di software sempre più potenti, altri talenti sono passati da Meta a diretti competitor come OpenAI, Anthropic e Google. (riproduzione riservata)