In Italia mancano i mega deal. Lo confermano i dati del Venture Capital Monitor della Liuc, che riportano un calo degli investimenti del 9% nel primo semestre 2025 nonostante un aumento del numero delle operazioni. Eppure, c’è un round che potrebbe capovolgere la narrazione: quello da quasi un miliardo aperto un anno fa da Domyn (l’ex iGenius), che sarebbe ormai alle fasi finali.
Una volta chiuso, riverserà nelle casse della società di Uljan Sharka un fiume di denaro che servirà soprattutto per costruire il supercomputer Colosseum che sorgerà nel Sud Italia. Ma, se rimarrà qualcosa e ci sarà l’occasione, Domyn potrebbe anche valutare l’m&a.
Secondo documenti visionati da MF-Milano Finanza, a fine 2024 Domyn sedeva su un tesoretto da oltre 20 milioni di depositi bancari e postali, frutto degli ultimi aumenti di capitale, a cui si aggiungeva una lauta riserva da sovrapprezzo azioni (oltre 46 milioni).
Nel libro soci sono entrati Angelo Moratti (tramite Angel Capital Management, con il 2%), attraverso un aumento di capitale da 10 milioni effettuato nella primavera 2024, e poi Eurizon, che ha rastrellato circa 3.700 azioni (più o meno il 2,6% del capitale sottoscritto finora) con diversi fondi e pir.
Una parte del cuscinetto di liquidità è servita a coprire la perdita di 9,2 milioni registrata nel 2024 e legata allo sviluppo dei progetti di AI chiave, ovvero Colosseum, il software Crystal e il modello Italia.
Intanto la società sta affrontando una rapida internazionalizzazione, forte di accordi e partnership con player del calibro di Nvidia, Microsoft e l’emiratina G42. Nel 2025 Domyn ha rimpolpato il team con una serie di assunzioni in diversi Paesi, dall’Italia alla Spagna fino agli Stati Uniti (dove c’è un headquarter) e l’India. (riproduzione riservata)