Più attenzione al fenomeno dell’intelligenza artificiale e al potere della disinformazione. In quest’ottica - stando a quanto risulta a Milano Finanza - viene riformato nuovamente, dopo appena quattro anni, il Dipartimento di informazione e sicurezza italiano (Dis). Ossia lo snodo centrale del sistema informativo nazionale, incardinato alla presidenza del Consiglio e punto di raccordo tra Aise, Aisi e vertice politico.
D’altronde il mondo si muove sempre più rapidamente e il panorama geopolitico non è da meno, per di più c’è una mole di dati e di informazioni che ruotano in un contesto tecnologico-centrico senza precedenti, l’intelligence non può restare indietro. La premier Giorgia Meloni ha firmato l’8 gennaio un decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) per riformare il Dipartimento. Dopo meno di quattro anni dal Dpcm firmato dall’allora primo ministro, Mario Draghi, il 21 gennaio 2022, che a sua volta, riorganizzava il Dis scorporando la cybersicurezza – con la creazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) – e rafforzando il ruolo del Dipartimento nel coordinamento dei servizi.
Questa volta il provvedimento classificato invece, secondo quanto può rivelare Milano Finanza, permette agli 007 italiani di entrare nel mondo della soft intelligence. Soprattutto il Dis rafforzerà la sua azione su cinque pilastri: l’innovazione tecnologica, l’esercizio della sovranità digitale nazionale, l’uso delle tecnologie Open Source Intelligence (Osint), lo strumento dell’Intelligenza Artificiale e il fenomeno della disinformazione. (riproduzione riservata)