Via libera del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi alla concessione di «prestiti funzionali di scopo per l’acquisto di hardware e software, o per accrescere le competenze tramite la formazione», fino a 2400 euro, a cui potranno accedere «giornaliste e giornalisti che storicamente hanno sempre avuto difficoltà di accesso al credito, ossia i non dipendenti». Lo rende noto la stessa Cassa professionale privata presieduta da Roberto Ginex. Dopo l’ok del cda, il provvedimento avrà piena operatività tra circa un mese.
«In questo lasso di tempo l’istituto metterà a punto il sistema informatico attraverso il quale si potrà fare richiesta», spiegano da via Nizza.
Nello specifico, il prestito funzionale, che avrà un importo compreso tra 200 e 2.400 euro, è un prestito infruttifero, destinato al rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di beni e/o servizi per svolgere al meglio la professione giornalistica.
«Questo è uno dei punti del programma che abbiamo presentato in campagna elettorale, raccogliendo le esigenze dei nostri iscritti», dichiara il presidente Inpgi, Roberto Ginex. «Il cda è impegnato a fornire il massimo supporto a tutti i colleghi che hanno minori tutele e capacità di accesso a credito. Il prestito funzionale è un segnale che la nuova governance dell’istituto vuole dare agli iscritti e punta a migliorare le condizioni dei freelance, incentivando l’aggiornamento professionale, la competitività e la professionalità della categoria», conclude la nota.
Il prestito potrà essere richiesto a partire dal secondo anno di iscrizione all’istituto, a condizione che siano rispettati i seguenti requisiti: essere contribuenti in via esclusiva al momento della domanda; essere in regola con le comunicazioni reddituali e con il versamento dei contributi previdenziali e non avere posizioni debitorie aperte nei confronti dell’Istituto; disporre di un reddito annuo compreso tra un minimo pari almeno al doppio dell’importo richiesto e un massimo di 25mila euro. Come requisito per verificare il livello massimo di reddito potrà essere utilizzato anche l’indicatore di situazione economica equivalente – Isee.
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