Infineon è volata alla borsa Francoforte (+6,92% a 36,22 euro, il top da 10 aprile) mentre le prospettive positive sull’AI spingono la previsione di crescita dei ricavi per il 2026. E di riflesso ne ha beneficiato tutto il comparto europeo dei semiconduttori (+1,1% lo Stoxx settoriale), Stm (+0,17% a 20,675 euro) e Technoprobe (+1,52% a 10,70 euro) comprese a Piazza Affari.
Il produttore tedesco di chip ha previsto «un ritorno a una crescita moderata (consenso +8%, ndr) dei ricavi» nell’esercizio fiscale 2026, che si chiuderà a settembre, grazie al boom dei data center dedicati all’intelligenza artificiale, nonostante l’impatto negativo del cambio (ipotesi di un cross euro/dollaro a 1,15). E ha aumentato la stima delle vendite di soluzioni di potenza per data center AI a 1,5 miliardi di euro. Gli investimenti sono previsti a 2,2 miliardi (consenso a 2,4 miliardi).
La domanda di data center per l’intelligenza artificiale sta aiutando Infineon a superare le deboli prospettive di crescita nel settore automobilistico, che rappresenta la metà delle sue vendite. «Gli investimenti globali nelle infrastrutture per l’AI continuano a crescere rapidamente e ci aspettiamo un aumento considerevole», ha dichiarato il ceo, Jochen Hanebeck, nel comunicato. Invece, «la crescita nei mercati automobilistico, industriale e dei consumi rimane modesta. Molti clienti procedono con cautela ed effettuano ordini nel breve termine», ha avvertito.
Un outlook per il 2026 che offre una fotografia dello stato di salute dell’industria automobilistica. I produttori di chip per auto sono impantanati in una fase che vede una domanda debole, mentre i clienti smaltiscono le scorte accumulate durante la pandemia di Covid-19. A scuotere ulteriormente il mercato le tensioni geopolitiche, alimentate dalla guerra commerciale del presidente statunitense, Donald Trump, e dai potenziali dazi all’esportazione sui semiconduttori.
I ricavi di Infineon nel 2025 sono scesi del 2% a 14,66 miliardi, un dato in linea con le stime degli analisti raccolte da Bloomberg. Le vendite nel solo quarto trimestre sono state pari 3,94 miliardi, in aumento del 6% rispetto al trimestre precedente, con tutti i segmenti, incluso quello automobilistico, che hanno contribuito all’incremento. Ma il margine lordo nel quarto trimestre è sceso al 38,1% dal 40,9% del periodo precedente, a causa anche dell’impatto dei cambi. Quanto ai ricavi del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026 (termina il 31 dicembre 2025) sono stimati a 3,6 miliardi, al di sotto delle stime degli analisti a 3,75 miliardi.
A ottobre i concorrenti di Infineon, Texas Instruments e STMicroelectronics, hanno registrato risultati nel terzo trimestre inferiori alle attese, segnalando che la ripresa della domanda nel settore auto potrebbe vacillare. «Le indicazioni di Infineon confermano un approccio cauto soprattutto sul recupero ciclico dei settori auto/industriale. Per Stm nel 2026, con il calendario sfasato di un trimestre, stimiamo un fatturato in crescita dell’11% con auto +12%, industrial +19%, personal electronics/communications +5%», ha indicato Equita che sul titolo ha un rating cauto (hold) con un prezzo obiettivo di 22 euro, lo stesso giudizio (neutral) di Banca Akros (target price a 24,50 euro).
Quest’ultima ha ricordato che, dopo i recenti tagli, il consenso prevede una crescita del +6% anno su anno per Stm il prossimo anno. E ha fatto presente che la ripartizione dei ricavi di Infineon vede: 50% automotive, 11% industriale, 29% power & sensor (di cui 40% consumer, 20% Hpc, 30% industriale), 10% IoT. Quella dei ricavi di Stm: 46% automotive, 20% industriale, 21% elettronica personale, 13% apparecchiature di comunicazione & PC. (riproduzione riservata)