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John Elkann, Exor
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Inchiesta sull’eredità Agnelli, il giudice annulla parzialmente i sequestri. I legali di John Elkann: siamo soddisfatti

02 marzo 2024, 11:06 Ultimo aggiornamento: 14:34

La decisione è stata presa dal tribunale di Torino sabato 2 marzo, dopo l’udienza di mercoledì 28 febbraio. Restano nelle mani degli inquirenti le carte sull’eredità di donna Marella   | Eredità Agnelli, sulla Dicembre scontro totale Margherita-John Elkann: mi spetta almeno il 54%. In gioco il controllo di Exor

I giudici accolgono in parte il ricorso dei legali di John Elkann e del commercialista Gianluca Ferrero, annullando il sequestro e disponendo la restituzione dei documenti agli indagati, con l’eccezione di quelli legati alle proprietà di Donna Marella. Lo dispone un’ordinanza del tribunale del riesame Torino, emessa sabato 2 marzo, sull’indagine legata all’eredità di Gianni Agnelli che vede la figlia dell’Avvocato, Margherita Agnelli de Pahlen, contro i propri figli.

«Siamo ovviamente soddisfatti perché è stato affermato un principio giuridico del quale eravamo molto convinti», commentano gli avvocati di John Elkannn Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Re. «Il tribunale ha accolto pressoché integramente il nostro ricorso, disponendo la restituzione della quasi totalità del materiale sequestrato. Manteniamo la nostra tranquillità e la piena fiducia nel lavoro dei magistrati».

Sossisfatti anche i difensori di Gianluca Ferrero, Marco Ferrero e Paolo Davico Bonino: «Esprimiamo soddisfazione per il dispositivo del Tribunale di Torino, che ha riconosciuto le nostre ragioni su un principio di garanzia del cittadino, tanto più valido quando si tratti di uno stimato professionista vincolato e protetto per legge dal segreto professionale», dicono. 

Il sequestro  

Il 7 febbraio il tribunale di Torino aveva ordinato una serie di sequestri, eseguiti dalla guardia di finanza nei giorni successivi, ai danni del presidente di Exor John Elkann e del commercialista Gianluca Ferrero. Il provvedimento rientrava nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta dichiarazione infedele di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli, che negli ultimi anni di vita era accudita dal nipote Jonh Elkann. Inchiesta nata su iniziativa della figlia di Marella, e madre di John, Margherita Agnelli: secondo lei, Elkann, Ferrero e il notaio svizzero Urs von Gruningen non avrebbero inserito nelle dichiarazioni dei redditi di Marella circa 8 milioni di euro (per il 2018) e 244 mila euro (per il 2019), somme sulle quali non sarebbe stata versata l’Irpef, pari a 3,5 milioni.

Ora il tribunale del riesame annulla in parte il provvedimento del 7 febbraio, disponendo la restituzione agli aventi diritto «di tutto quanto a loro sequestrato, anche in copia», con l'eccezione però di alcuni beni e documenti relativi alle proprietà di donna Marella Agnelli.

L’ordinanza del tribunale del riesame è solo un tassello di una vicenda familiare e giuridica ben più intricata che si estende alla residenza abituale di Marella Caracciolo (viveva davvero in Svizzera nei suoi ultimi anni?). Nel 2020 Margherita ha avviato una clamorosa causa civile a Torino nella quale richiede il riconoscimento come erede della madre Marella - che invece ha lasciato tutto ai suoi primi tre nipoti Elkann, escludendo gli altri cinque figli di Margherita avuti con il secondo marito Serge de Pahlen. Margherita vuole ottenere anche l’annullamento dei patti successori e dell’accordo transattivo firmati nel 2004 - dopo la morte del padre Gianni Agnelli - con i quali rinunciava all’eredità dell’Avvocato e alla futura eredità della madre in cambio di 1,3 miliardi di euro. Se lo ottenesse, come raccontato da Milano Finanza, metterebbe in discussione il controllo di Exor e, a cascata, di Stellantis, Cnh, il gruppo Gedi e tutte le altre controllate. I legali di Elkann hanno sempre ribattuto comunque che il controllo della Dicembre da parte di John non può in alcun modo essere messo in discussione. (riproduzione riservata)



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