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Inchiesta eredità Agnelli, spuntano le intercettazioni: carte da nascondere? In pc e documenti di John Elkann i segreti del tesoro

08 marzo 2024, 23:44

I magistrati di Torino allargano l’inchiesta alle ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato per le imposte di successione non versate e all’origine dei 734 milioni arrivati a John, Lapo e Ginevra Elkann riconducibili a Marella Caracciolo e prima ancora a Gianni Agnelli. Nuovi sequestri di documenti, mail e chat. Spunta il ricorso a intercettazioni | Eredità Agnelli, ecco le carte segrete delle società di John Elkann in Liechtenstein

All’arrivo della Guardia di Finanza a Villa Frescot, mercoledì 7 febbraio, Carla Cantamessa, la persona di fiducia di John Elkann e prima di Gianni Agnelli per la gestione amministrativa delle case, telefonò immediatamente al commercialista Gianluca Ferrero, avvisandolo dell’arrivo delle Fiamme Gialle, timorosa e preoccupata su documenti che avrebbe dovuto «nascondere». Non sapeva che gli investigatori la stavano intercettando.

I nuovi sequestri

La scena è descritta nelle nuove carte dell’inchiesta della procura di Torino sull’eredità Agnelli che vede indagati John Elkann, i fratelli Lapo e Ginevra, Ferrero (che è anche presidente della Juventus) e il notaio svizzero Urs von Grunigen. I magistrati non si sono lasciati intimorire dal tribunale dei Riesame che sabato 4 ha annullato parzialmente i sequestri effettuati a febbraio.

Da un lato hanno ri-sequestrato, giovedì 7, carte e documenti relativi alla vita e alla successione di Marella Caracciolo - nonna degli Elkann e vedova di Gianni Agnelli - compresi atti e archivi sulla Dicembre, la società semplice al vertice dell’impero Exor. Sono anche andati a fondo, sequestrando nuove carte presso la Fondazione Giovanni Agnelli, gli studi notarili Morone e Pene Vidari, la Simon Fiduciaria, la Bank Pictet,la P Fiduciaria e rovistando perfino nel caveau di John Elkann a Villa Frescot.

Ricorso alle intercettazioni

Ma soprattutto - lo si scopre dal decreto di sequestro che Milano Finanza ha potuto leggere - avevano disposto, già a gennaio, una serie di intercettazioni telefoniche. Ora sono andati anche più avanti: hanno disposto copie forensi dei telefoni e dei pc dei principali collaboratori di John Elkann e di donna Marella e persino del computer personale del presidente di Stellantis, così come del telefono di Ferrero. Quest’ultimo in particolare avrebbe svolto «un ruolo ben diverso e ulteriore rispetto a quello di mero consulente fiscale/commercialista».

Intercettazioni e dispositivi elettronici potrebbero rivelare dettagli molto importanti per l’inchiesta che minaccia di terremotare l’assetto di controllo della Dicembre e quindi, a cascata, di Exor, la cassaforte da oltre 30 miliardi di euro che gestisce le partecipazioni, tra le altre, in Stellantis, Ferrari, Philips, Lingotto, Gedi.

La battaglia legale avviata da Margherita Agnelli, figlia di Marella e Gianni e madre dei tre Elkann (altri cinque figli li ha avuti dal secondo marito Serge de Pahlen), si alza dunque di livello. E la magistratura vuole andare a fondo sulla storia del tesoro estero dell’Avvocato.

  • Per approfondire leggi  M., l’importanza di chiamarsi Agnelli, il libro edito da Milano Finanza che svela tutti i retroscena della guerra per l’eredità tra la figlia dell’Avvocato e John Elkann

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio con i pm Mario Bendoni e Giulia Marchetti e condotta dalla Guardia di Finanza di Torino nasce proprio da un esposto del legale di Margherita, Dario Trevisan. Che ha evidenziato l’ipotesi di frode fiscale per le tasse non pagate dalla madre in Italia - dove effettivamente avrebbe vissuto, nonostante la residenza formale in Svizzera - sul vitalizio da 583 mila euro mensili che la figlia le versava ogni anno in virtù degli accordi del 2004 con i quali Margherita uscì dalla successione paterna e materna in cambio di 1,3 miliardi di euro. Che ora ha rimesso in discussione in sede civile a Torino e in Svizzera.

La residenza svizzera di Marella

Dai sequestri del 7 febbraio è emerso fra gli altri un documento di quattro pagine, scoperto nell’ufficio di Paola Montaldo, segretaria particolare di Marella Caracciolo: «Una vita di spostamenti», si intitola. È un conteggio dei giorni trascorsi da Donna Marella in Italia e all’estero: «Almeno dal 2014 ha dimorato in Italia per la maggior parte dei giorni dell’anno, mentre in Svizzera ha trascorso meno di due mesi l’anno», scrivono i pm giudicandolo quella tabella come una conferma alle accuse di Margherita. Per questo i pm hanno esteso le indagini dagli anni 2018-2019 anche agli anni dal 2015 al 2017, non ancora coperti da prescrizione.

Altri documenti secondo i pm dimostrerebbero la «sussistenza di un accordo intercorso tra le parti, risalente nel tempo, dettagliato e preordinato alla realizzazione dei reati», cioè a simulare la residenza in Svizzera di Donna Marella.

Nella cantina dello studio Ferrero è stata trovato in una cartella gialla intestata «DM Successione» un documento senza firma né data dal titolo «Domicilio a Gstaad» in cui si analizza fra l’altro la necessità di acquistare o prendere in affitto un immobile in Svizzera al fine di evitare il disconoscimento della residenza elvetica e le istruzioni agli eredi su cosa fare dopo il decesso. Tutto ciò, spiega il documento, per evitare di assoggettare alle leggi italiane la posizione di Donna Marella, compreso il pagamento delle relative tasse, nonché la sua successione.

Le tasse non pagate

Ma a quali tasse si fa riferimento? Non solo quelle sul vitalizio ma, secondo i pm, anche sui 30 milioni di reddito prodotti dai circa 900 milioni di dollari risalenti all’eredità dell’Avvocato detenuti nella società Bundeena Consulting delle British Virgin Islands e riconducibile a Marella. Dove sono finiti quei 900 milioni, dato che il conto di Bundeena presso la Morgan Stanley di Zurigo risulta chiuso dal 2009?

Una traccia per i pm si trova nelle dichiarazioni dei redditi di John, Lapo e Ginevra Elkann. Dopo la morte della nonna, avvenuta il 23 febbraio 2019, i tre nipoti hanno dichiarato beni esteri per 734 milioni di euro «senza dubbio riconducibili alla successione di Marella Caracciolo e la cui origine dovrà essere oggetto di approfondimento», scrivono i pm.

I misteri nella fiduciaria in Liechtenstein

I magistrati evidenziano che Bundeena ha domicilio presso la fiduciaria Tremaco a Eschen, in Liechtenstein, dove hanno sede legale anche la Blue Dragons Ag e la Dancing Tree ag, società di proprietà di John Elkann dichiarate solo nell’ottobre 2023 in una dichiarazione integrativa dei redditi, avvenuta dopo i controlli antiriciclaggio condotti a luglio dalle Fiamme Gialle presso la P Fiduciaria di Torino. Anche per questo motivo i pm oltre alla frode fiscale in concorso con Marella ipotizzano a carico degli indagati anche la truffa aggravata ai danni dello Stato per l’omesso versamento dell’imposta di successione.

Ma le carte sequestrate scavano molto indietro: nel caveau di John Elkann i finanzieri hanno trovato mail, lettere e documenti vari risalenti fino al 2003, ai tempi della spartizione dell’eredità di Gianni Agnelli. Un passaggio epocale che i magistrati vogliono ripercorrere, a cominciare dalle quote della Dicembre in mano a Marella e poi passate ai tre nipoti. Ma i contratti completi, e i relativi pagamenti, non si trovano ancora. (riproduzione riservata)



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