La fumata ormai è questione di giorni. Dopo due mesi di trattative serrate sta prendendo forma il nuovo vertice di Banco Bpm. Entro la fine del mese (probabilmente in una seduta convocata il 21 o il 28 febbraio) il cda uscente di piazza Meda darà l’imprimatur alla formazione che ne raccoglierà il testimone con l’assemblea del 20 aprile.
Superati gli scogli più impegnativi, restano ormai da smarcare alcuni problemi di dettaglio che dovrebbero essere risolti in tempi brevi. Da un lato sono ancora in corso i contatti tra i soci e il vertice del Banco per definire le presenze femminili nel nuovo board. Se le fondazioni (Crt, Lucca, Trento e Rovereto, Alessandria, Carpi e Manodori) avrebbero raggiunto un accordo sul nome di Paola Ferretti, professore ordinario all’Università di Pisa, servirebbero ancora due/tre nomi femminili per chiudere la lista del cda. Dall’altro lato sono in corso discussioni sulla composizione del nuovo collegio sindacale. Anche l’organo attualmente presieduto da Marcello Priori dovrà essere rinnovato: due poltrone spetteranno alla maggioranze e tre alle minoranze, ma su diversi caselle c’è ancora il punto interrogativo. Occorre però ricordare che per chiudere le candidature dell’organo ci sarà ancora qualche settimana di tempo.
Sarebbe invece già stata smarcata la rappresentanza dei francesi del Crédit Agricole. In forza della partecipazione (9,18%) e dell’accordo industriale appena raggiunto sulla bancassurance, la banque verte ha scelto di non presentare una lista propria ma di esprimere due consiglieri nella formazione del cda. Nelle ultime settimane sarebbero si sarebbero appianate anche le divergenze tra le casse presenti nell’accordo di consultazione (Enpam che dovrebbe esprimere Alberto Oliveti, Inarcassa e Cassa Forense) e quelle posizionate all’esterno del sindacato (Enpaia, Enpaf e soprattutto Enasarco, forte del 2% investito negli ultimi mesi). Tra i candidati al nuovo vertice di piazza Meda molte saranno le conferme, a partire dal ticket ceo/presidente con Giuseppa Castagna e Massimo Tononi. Sulla vice presidenza il nome più accreditato è quello di Maurizio Comoli, mentre i dipendenti dovrebbero esprimere Mauro Paoloni.
Se per le prossime settimane l’attenzione del board resterà concentrata sul tema governance, ogni grande operazione straordinaria sarà con ogni probabilità rimandata a dopo l’assemblea. A partire da un’eventuale matrimonio. Sul tema ultimamente lo stesso Castagna ha usato parole molto caute: «Noi siamo troppo piccoli» per un’aggregazione con Mps, ha detto il banchiere a margine dei lavori dell'Assiom Forex. Sul mercato però si continua a speculare. Diversi osservatori prevedono che la ricerca di un partner per Siena possa ripartire già nella seconda metà dell’anno. Alcuni contatti preliminari tra il Tesoro e le principali banche italiane sarebbero del resto già avvenuti nelle ultime settimane del 2022, anche se per il momento non ci sarebbero ancora trattative concrete. Quel che è certo è che sul mercato arriverà una banca molto diversa da quella che nel 2021 Unicredit voleva comprare gratis e con una dote di 7 miliardi. Il Monte ricapitalizzato e rilanciato sarà valutato ai multipli di una normale banca commerciale e l'aggregazione si preannuncia come un vero e proprio deal di mercato.
Tornando al tema nomine, a breve il cda di Anima dovrebbe presentare la lista per l’assemblea del 5 maggio. Qui il nome lanciato nei giorni scorsi da Dagospia è quello della quasi ex presidente di Mps Patrizia Grieco. (riproduzione riservata)