Risorse a disposizione esaurite e quindi stop al piano Transizione 5.0. Lo ha formalizzato attraverso un Decreto Direttoriale, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso.
La transizione ha visto l’assorbimento di circa 2,5 miliardi di euro di risorse sui 6,3 miliardi previsti inizialmente, dopo la rimodulazione del Pnrr. «Transizione 5.0 era una misura condivisibile negli obiettivi, ma è stata scritta male e attuata peggio, con un carico di burocrazia che nelle fasi iniziali ha scoraggiato molte imprese che avrebbero potuto utilizzarla. Il suo sostanziale fallimento, nonostante l'accelerazione degli ultimi mesi, ha reso inevitabile lo spostamento delle risorse, come è avvenuto con l'ennesima rimodulazione del Pnrr» ha commentato Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria del Partito democratico.
In verità sarà possibile per le imprese presentare nuove domande fino al 31 dicembre. Così in caso di scorrimento delle domande o del rifinanziamento della misura, le prenotazioni saranno valutate secondo l’ordine cronologico di invio. Quindi senza nessuna certezza di riuscire ad avere accesso alle risorse richieste.
È lecito per le imprese pensare ad altre opzioni per comunque avere il sostegno pubblico all’investimento. Possono far slittare l’investimento al 2026 ed utilizzare l’iperammortamento in corso di approvazione con la legge di bilancio 2026. O possono passare al credito di imposta 4.0, pur se il credito di imposta si riduce significativamente. Si passa da un 45% (o 35%) ad un 20%. Attenzione che anche in questo caso occorre essere molto veloci poiché le risorse sono in rapido esaurimento: il Gse – che gestisce la piattaforma – ha comunicato che al 7/11/2025 rimanevano disponibili solo 200 milioni di euro.
Il ministro Urso ha convocato martedì 18 novembre (alle ore 10:30) le principali associazioni nazionali d’impresa a Palazzo Piacentini per un confronto proprio su Transizione 5.0. Sarà presente, precisa una nota del Mimit, anche il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti. (riproduzione riservata)