Meno vendite, più affitti, soprattutto di breve periodo. E i prezzi saliranno ancora. Se crisi, inflazione e tassi dei mutui in crescita vertiginosa hanno reso molto più complicato comprare casa, andamento che si è riflesso in un inevitabile calo delle compravendite nel 2023, l’investimento nel mattone continua a piacere nel Lazio, soprattutto nella capitale. A scattare la fotografia del mercato immobiliare nella regione è l’osservatorio immobiliare Fiaip Monitora del Lazio che non lascia dubbi sulle tendenze e gli orientamenti anche per il 2024.
A farla da padrone, ovviamente, è Roma che nel 2023 ha catalizzato il 78% del totale delle transazioni avvenute nella regione, attestandosi su 61 mila atti, con un andamento del mercato immobiliare tendenzialmente stabile, così come le quotazioni di lotti residenziali nel centro storico.
«Forte la richiesta di immobili soprattutto nelle zone maggiormente servite da infrastrutture di collegamento - sottolinea il report - in particolare lungo le direttrici segnate dalle linee in ferro».
Sempre a Roma risulta in aumento, inoltre, la richiesta degli immobili in locazione, con un incremento dei canoni del 3%: il tutto innescato da «una scarsità degli stessi - si legge nell’Osservatorio - in quanto molti proprietari si orientano sui cosiddetti ‘affitti brevi’ e forme simili».
Le prospettive, comunque, «rimangono positive, principalmente grazie a una ritrovata stabilità dei tassi di interesse e grazie all’ingente liquidità dovuta ai risparmi». In particolare, la richiesta per investimenti nella capitale è rappresentata da «locali commerciali con superficie superiore ai 400 mq da adibire a supermercati, locali commerciali per attività di ristorazione, uffici in zone centrali, ben collegati o prossimi alle fermate metro, di grandi dimensioni per co-working o più piccoli per professionisti - sottolinea ancora l’Osservatorio - grandi strutture da adibire a residenze per la terza età, quale effetto dell’innalzamento dell’età media del Paese e della progressiva riduzione delle piccole attività di prossimità, determinanti per una vita attiva e sociale».
Il trend per l’anno 2024 è, dunque, sicuramente di ripresa, in previsione di una diminuzione dei tassi di interesse dei mutui e una ripresa occupazionale. L’andamento delle transazioni tornerà a crescere, ma con un decremento dei prezzi che potrà variare dal 2 al 5% con tempi di collocamento superiori ai cinque mesi.
«Si può senz’altro affermare - spiega a Milano Finanza Donatella Prosperi, presidente Fiaip Lazio - che le risorse previste con il Pnrr e le altre risorse pubbliche europee, (in particolare per Roma anche i fondi del Giubileo), per un totale di circa 8 miliardi di euro, consentiranno un miglioramento delle infrastrutture di trasporto cittadine e regionali, con un evidente vantaggio in termini di quotazioni, per gli immobili presenti lungo le direttrici infrastrutturali».
I dati cambiano uscendo dalla capitale e mostrano realtà diverse a seconda della provincia.
Latina, ad esempio, mostra un trend positivo delle compravendite, con aumenti percentuali anche a due cifre in alcuni comuni come Aprilia (+10%), Cisterna (+14%), Cori (+28%), Fondi (+24%), Formia (+17%), Itri (+23%) e Pontinia (+14%). C’è stata, inoltre, una sensibile virata verso il business delle locazioni brevi, che ha provocato una forte riduzione dell’offerta nel mercato delle locazioni tradizionali.
Complessivamente stabile, invece, il mercato immobiliare di Viterbo, con aumenti delle quotazioni nel centro storico entro la cinta muraria e tendenza al ribasso, nella periferia e nelle frazioni.
Particolare è, poi, il caso di Rieti, nella cui realtà stanno avendo un ruolo non marginale l’attivazione di alcuni corsi di laurea, che come conseguenza, hanno attirato investimenti per l’acquisto di immobili da locare a studenti in centro storico e nella prima periferia.In diminuzione a Frosinone sia il numero delle transazioni che i prezzi.
«Comune a tutte le province della regione è l’incremento delle locazioni di breve periodo e case vacanza più agili rispetto alla locazione tradizionale, con la conseguente diminuzione del numero di immobili disponibili sul mercato per gli affitti a canone libero e concordato», conclude la presidente Fiaip Lazio. Tale fenomeno, «più marcato a Roma, ma presente in tutte le province del Lazio e in particolare in alcuni specifici quartieri (ad esempio S.Pellegrino a Viterbo) Bagnaia, Gaeta e, in generale, tutto il litorale della provincia, Arpino, Fumone e Montecassino». (riproduzione riservata)