Un altro membro della famiglia Illy lascia il business del caffè. È Daria, esponente della quarta generazione della dinastia triestina dei chicchi neri, 48enne figlia (unica) dell’ex politico e presidente del Polo del Gusto, Riccardo. Nel 2022 era stata invece la volta di Francesco, primogenito del capostipite Ernesto, ad abbandonare il capitale di Illycaffè. Aveva venduto il proprio 20% al fondo americano Rhone Capital per dedicarsi alla sua passione per il Brunello di Montalcino (cantine Mastrojanni).
Ora a Trieste la divisione in famiglia si è completata. Al ramo di Riccardo (e a sua figlia Daria) resta in capo il business extra-caffè del Polo del Gusto. Ovvero cioccolato (Domori e Prestat), tè (Damman Freres), marmellate (Agrimontana), biscotti (Pintaudi) e succhi (Achillea), gruppo che fattura in tutto circa 120 milioni di euro. A quelli della sorella Anna Illy Belci e del fratello Andrea, invece, l’ammiraglia Illycaffè guidata dal 2022 dall'ex Kiko Cristina Scocchia, che di milioni invece ne fattura 630.
È il frutto della spartizione degli asset alimentari di famiglia che seguiva specializzazioni differenti e, forse, diversità di vedute che il caro-commodity post Covid non ha aiutato a sanare. Daria, che ha la passione per lo sport (è laureata Isef) e le tematiche Esg, si è fatta liquidare dagli zii Andrea ed Anna il proprio 19,5% della Holding Illy che aveva in nuda proprietà (l’usufrutto è del padre). È l’ex cassaforte Raa, ribattezzata poi Holding Illy, creata ad hoc tre anni fa dai tre fratelli Illy per liquidare Francesco e che ha in pancia il 96% del Gruppo Illy, la ex capogruppo di famiglia a monte (con il 69%) dell’operativa Illycaffè.
Il 20% di Illycaffè poi è nel portafoglio di Rhone e il restante 11% è diviso in parti uguali fra Finilly e Sunshine. Il primo è un veicolo che fa capo ancora ad Andrea, il secondo invece ad Anna. L’80,5% di Holding Illy è in mano pariteticamente ad Andrea e ad Anna, terza generazione impegnata in prima linea nell’amministrazione di Illycaffè. Entrambi siedono nel board: il primo è il presidente e il volto del gruppo, la seconda invece si occupa degli acquisti della materia prima il cui prezzo negli ultimi tre anni è schizzato alle stelle.
Nell’ammiraglia fino a due anni fa Daria curava le politiche sulla sostenibilità, incassando i dividendi al piano di sopra. Poi aveva abbandonato le cariche operative. Tecnicamente a rilevare la sua quota è stata Gruppo Illy. Per l’operazione dunque è stata impegnata la cassa della controllata che riceve a sua volta i flussi cedolari di Illycaffè e li gira alla famiglia. Bocche cucite sul valore del deal.
Tre anni fa per liquidare Francesco, Riccardo, Anna e Andrea avevano sborsato oltre 150 milioni. Nel 2022 però al Gruppo Illy - oltre al controllo di Illycaffè - faceva capo anche il 100% del Polo del Gusto, da fine 2023 interamente trasferito, con una complessa operazione di scissione di asset e compensazioni in denaro, nelle mani di Riccardo che ha voluto specializzarsi nel food&beverage.
È probabile dunque che quanto intascato dalla rampolla sia stato inferiore. Daria Illy si dedicherà ora alla consulenza, sempre sulle tematiche Esg, seguendo in particolare le aziende che fanno affari negli Emirati Arabi e in Oman, aree che conosce molto bene. (riproduzione riservata)