C’è una correlazione molto forte molto forte tra gli investimenti nel welfare a favore dei propri dipendenti e le performance industriali ottenute dalle imprese. Il dato emerge chiaramente dal Rapporto 2026 Welfare Index Pmi, l’iniziativa promossa da Generali Italia con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del ministero delle Imprese, giunta quest’anno alla sua decima edizione. Le aziende con i livelli più alti di welfare registrano in particolare una produttività media superiore del 20% e una redditività superiore del 40,5% rispetto alla media nazionale e non solo. Quando nelle imprese vengono offerti ai dipendenti servizi e benefici a crescere significativamente è anche il fatturato.
«Dal report emerge chiaramente che il successo dipende dalla capacità delle imprese di integrare il welfare nella propria strategia, di sviluppare competenze gestionali e di coinvolgere i lavoratori. Quando questo accade il welfare diventa acceleratore di valore e generativo di ricchezze per le aziende, capace di incidere sul clima aziendale e sulla capacità di attrarre e trattenere talenti», dice Massimo Monacelli - General Manager, Generali Italia, «In pratica non è più solo una componente di costo e una leva fiscale, ma un investimento che produce ritorni economici».
All’edizione 2026 del Welfare Index Pmi di Generali hanno partecipato in particolare 7 mila imprese, più che triplicate rispetto alla prima edizione del 2016 e dall’analisi emerge che c’è una consapevolezza crescente del ruolo del welfare con il 76,5% delle aziende censite che ha raggiunto un livello medio di offerta ai propri dipendenti, e un terzo che si colloca nel livello alto o molto alto. Soprattutto cresce il numero delle imprese che lo utilizza come leva strategica, passato in 10 anni dall’8,5 al 19%.
Per quanto riguarda la tipologia di servizi offerti ai propri dipendenti ad essere apprezzati sono in particolare quelli per la salute e l’assistenza «ma anche la previdenza complementare è una delle risposte più concrete a una sfida che riguarda l’intero Paese: oggi gli iscritti alle forme di previdenza complementare sono circa 10 milioni, ma rappresentano ancora meno del 40% della forza lavoro della forza lavoro», osserva Monacelli, e poi si guarda alla conciliazione vita-lavoro o al sostegno economico per i lavoratori, con alcune aziende che sono arrivate ad offrire ai lavoratori garanzie finanziarie per l’acquisito della prima casa della prima casa». In questo scenario Generali ha un ruolo duplice, conclude il manager: «oltre ad essere promotore del welfare a livello di sistema, il gruppo è anche fornitore di soluzioni concrete alle imprese e attraverso Generali Welion, società di welfare integrato del gruppo, mette a disposizione oltre 400 servizi di welfare e salute, grazie anche ad una rete capillare su tutto il territorio». (riproduzione riservata)