L’ops di Icop su Trevi incontra il primo ostacolo tra gli azionisti. Polaris Capital Management, investitore della società di Cesena dal 2008 e titolare del 6,6% del capitale, ha annunciato che non intende aderire all'offerta pubblica di scambio volontaria promossa dal gruppo friulano, ritenendo che Trevi abbia maggiori prospettive di creazione di valore come società indipendente.
«Sulla base della nostra analisi delle prospettive di Trevi, a seguito del recente rifinanziamento e del rafforzamento patrimoniale, riteniamo che i fondamentali e la generazione di cassa pongano le basi per una nuova fase di crescita e creazione di valore», ha dichiarato Bernard R. Horn Jr, presidente e portfolio manager di Polaris. Secondo il gestore Usa, l'offerta di Icop «non presenta logica strategica o industriale» in grado di migliorare le prospettive di Trevi.
Polaris sostiene inoltre che la maggiore concentrazione geografica di Icop rappresenterebbe un elemento di debolezza rispetto alla presenza internazionale di Trevi nelle attrezzature e nei servizi per l'ingegneria delle fondazioni. Per questo motivo il fondo invita il cda e gli altri azionisti a respingere l'offerta.
La posizione del gestore si aggiunge a quella già espressa dal consiglio di amministrazione di Trevi. Il 1° luglio il board aveva infatti precisato che l'ops non era stata in alcun modo sollecitata, né preventivamente discussa o concordata con l'offerente, avviando le valutazioni di propria competenza previste dalla normativa sulle offerte pubbliche.
L'operazione, annunciata il 28 giugno, prevede un'offerta pubblica di scambio volontaria sull'intero capitale di Trevi. Agli azionisti verrebbero assegnate azioni di nuova emissione di Icop con l'obiettivo di creare un gruppo quotato specializzato nelle fondazioni speciali e nell'ingegneria del sottosuolo, facendo leva sulla complementarità delle attività dei due operatori e sulle sinergie industriali.
Polaris Capital Management è una società statunitense specializzata nelle strategie azionarie globali value. Fondata nel 1995, gestisce circa 5 miliardi di dollari. Con una quota del 6,6%, è il terzo azionista di Trevi, davanti vi sono Cdp Equity, primo socio con il 21,3% e Praude Am, che detiene il 14,1%. (riproduzione riservata)