Le partecipate pubbliche si confermano in testa alla classifica nazionale per dimensioni, fatturato e dividendi distribuiti. I big di Stato (come Eni, Enel, Leonardo, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Terna, Snam) occupano 11 delle prime 15 posizioni, dato ancora più rilevante se si considera che le altre quattro sono multinazionali con sede principale all’estero o fanno capo a di fondi internazionali.
La fotografia che arriva dal settimo rapporto sui bilanci delle società partecipate dallo Stato realizzato dal Centro Studi CoMar, che ne passa in rassegna 45, con un fatturato totale 2024 di 312,2 miliardi di euro, utili per 16,3 miliardi e oltre 520mila dipendenti, numero che evidenzia anche la crescita degli occupati perché è la prima volta che viene superata la soglia del mezzo milione. Nel complesso, il valore economico generato supera il 14% del pil italiano. Più nel dettaglio, guardando alle quotate di Stato presenti sul listino, CoMar ha elaborato un quadro tendenziale per il 2025 sulla base delle indicazioni fornite al mercato da Enav, Enel, Eni, Fincantieri, Italgas, Leonardo, Poste Italiane, Rai Way, Saipem, Snam e Terna.
Nel confronto tra settembre 2024 e settembre 2025, il fatturato aggregato cresce da 167,4 a 170,5 miliardi di euro. La struttura dei ricavi conferma la centralità dell’energia, che rappresenta il 71,6% del fatturato complessivo, trainata da Eni ed Enel. Seguono la meccanica e la difesa, con Leonardo e Fincantieri, e i trasporti e i servizi, dove operano Ferrovie dello Stato e Poste Italiane.
Nel corso dell’anno, le principali partecipate hanno staccato dividendi per 3,3 miliardi di euro, un ammontare superiore di 1,3 miliardi rispetto alle previsioni iniziali. Le risorse affluite direttamente o indirettamente alle casse del Tesoro sono riconducibili in larga parte alle quotate di Stato, con Eni, Enel, Poste Italiane, Terna e Snam che concentrano la quota prevalente delle cedole 2025.
Altro numero in evidenza è quello relativo al margine operativo netto, che raggiunge i 33,5 miliardi di euro, pari a circa il 10,7% dei ricavi, in linea con la media degli ultimi anni. I livelli più elevati si concentrano nelle società delle reti regolamentate, in particolare Snam, Terna e Italgas. In parallelo continua a crescere l’indebitamento: i debiti finanziari salgono a 230,1 miliardi, con un aumento di 13 miliardi in un solo anno e di oltre 100 miliardi rispetto al 2017.
C’è poi il capitolo delle operazioni straordinarie e riorganizzazioni che hanno modificato il perimetro delle partecipate pubbliche.
CoMar mette in fila le novità principali del 2025, ricordando l’accordo tra Cdp e Poste Italiane per Tim e la cessione di Nexi; l’acquisizione di Mediobanca da parte del Monte dei Paschi di Siena; l’ingresso di Kkr in Enilive e quello dei fondi Ares ed Eip in Eni Plenitude, nonché la costituzione di una società paritetica tra Eni e Petronas per l’integrazione dei rispettivi asset upstream in Indonesia e Malesia.
L’elenco continua con Leonardo, che ha costituito una joint venture con Rheinmetall nei sistemi di difesa terrestri, avviato una società paritetica per i droni con Baykar, ed è parte del programma Gcap (il caccia europeo di nuova generazione) insieme a Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries. Completano il quadro Nuclitalia, la newco Enel – Ansaldo Energia e Leonardo che apre la strada al ritorno del nucleare, e l’accordo di fusione Saipem–Subsea7. Il 2025 ha visto anche l’annunciata separazione di Anas da Ferrovie dello Stato e la costituzione di Porti d’Italia. (riproduzione riservata)