skin track
Il prezzo della gomma naturale crolla: di chi è la colpa?
Corporate News Leggi dopo

Il prezzo della gomma naturale crolla: di chi è la colpa?

10 giugno 2025, 15:09 Ultimo aggiornamento: 15:29

I mercati temono una nuova fase di deflazione nel settore automobilistico globale con una domanda debole e margini industriali che si riducono | Auto, Alfredo Altavilla vola con Byd. Ecco come l’ex braccio destro di Marchionne ha ridisegnato la strategia del mercato europeo

Un effetto domino partito dalla Cina sta scuotendo i mercati delle materie prime, mettendo sotto pressione uno dei comparti industriali più sensibili all’andamento dell’economia globale: quello della gomma naturale. I futures scambiati sulle principali piazze asiatiche hanno registrato forti ribassi negli ultimi giorni e molto è dovuto al riaccendersi della guerra dei prezzi nel mercato automobilistico cinese, più importante al mondo, con l’annuncio del gigante dell’auto elettrica Byd, che ha tagliato i listini fino al 34% su ben 22 modelli della sua gamma.

Il prezzo della gomma ai minimi da oltre un anno

Il contraccolpo è stato immediato: come segnala l’agenzia di stampa Nikkei, il future benchmark sulla gomma naturale quotato alla Osaka Exchange ha perso il 4% nella seduta del 3 giugno, scendendo a 280 yen al chilogrammo (circa 2 dollari), il livello più basso dall’inizio del 2024. Un andamento simile si è registrato anche sul mercato di Shanghai, il principale hub globale per i derivati sulla gomma, dove le quotazioni sono temporaneamente scivolate sotto i 13.300 yuan a tonnellata metrica (circa 1.850 dollari). E per ora un rialzo non c’è stato.

A pesare sui mercati non è solo il ribasso dei prezzi operato da Byd, quanto il timore che questo possa segnare l’inizio di una nuova, feroce guerra dei prezzi nel settore automobilistico cinese, già sovraccarico di capacità produttiva. Con le vendite interne in crescita più contenuta rispetto ai mesi precedenti (+15% su base annua a maggio, contro oltre il 20% ad aprile), le case automobilistiche sembrano orientate a difendere le proprie quote con politiche aggressive, che però potrebbero riverberarsi su tutta la filiera.

La gomma termometro dell’economia industriale asiatica

La gomma naturale è una materia prima chiave per l’industria automobilistica, che ne assorbe circa il 70% della produzione globale, principalmente nella fabbricazione di pneumatici. Il crollo dei prezzi riflette non solo una correzione ciclica, ma anche l’incertezza sulla tenuta della domanda globale di un mercato, quello dell’auto, che in generale si conferma molto debole.

«I tagli di Byd, primo produttore del paese, hanno generato il timore di un conflitto generalizzato sui prezzi nel settore», ha spiegato Tsutomu Kosuge, ceo di Marketedge. L’Asia, in particolare il Sud-Est asiatico, è il principale produttore mondiale di gomma naturale. Qui la raccolta avviene tutto l’anno, ma tra febbraio e maggio la resa diminuisce per ragioni climatiche. Con l’avvio di giugno e la ripresa della produzione, la pressione sull’offerta rischia di aumentare, proprio mentre la domanda globale mostra segnali di rallentamento.

Oltre la Cina: rallenta anche il mercato americano

Anche gli Stati Uniti mostrano segnali di raffreddamento. Dopo l’impennata di acquisti che ha preceduto l’annuncio delle nuove tariffe commerciali volute dal presidente Donald Trump, il ritmo delle vendite si è gradualmente attenuato. A maggio, secondo la società di analisi MarkLines, le immatricolazioni di veicoli nuovi negli Usa sono aumentate solo dell’1,4% su base annua, ben al di sotto dei tassi di crescita del 9,1% e 9,9% osservati rispettivamente a marzo e aprile.

Con i consumatori che iniziano a ridurre la spesa per beni durevoli e l’incertezza sulle prossime mosse dei negoziati tra Washington e Pechino, gli analisti guardano con cautela alle prospettive di mercato. «La prossima direzione dei prezzi sarà determinata dai risultati del dialogo commerciale tra Stati Uniti e Cina», ha osservato un dirigente del comparto vendite di Yutaka Trusty Securities.

Soffre anche la gomma sintetica

Non solo gomma naturale. Il clima di incertezza coinvolge anche i prezzi della gomma sintetica, in particolare del butadiene, materia prima utilizzata nella produzione di pneumatici, guarnizioni e componenti per auto. Anche in questo caso, l’indebolimento della domanda industriale si traduce in un progressivo rallentamento dei prezzi.

La discesa della gomma è solo uno dei sintomi di una tensione che sembra più profonda. Se la guerra dei prezzi in Cina dovesse intensificarsi, il rischio è di una deflazione dei margini in tutta la filiera automotive globale, con impatti su occupazione, investimenti e forniture. Le aziende produttrici di materie prime, già alle prese con un contesto macroeconomico debole, potrebbero trovarsi di fronte a una nuova fase di contrazione. Per gli investitori e gli analisti di materie prime, la mossa di Byd rappresenta un campanello d’allarme: il rally dell’elettrico, alimentato da anni di incentivi e sovrainvestimenti, potrebbe entrare in una nuova fase, più selettiva e meno redditizia. E intanto la gomma sembra candidarsi ancora una volta come un indicatore anticipatore della salute industriale globale. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)