I rossi di Domori e Achillea frenano anche i risultati economici del Polo del Gusto di Riccardo Illy. Secondo quanto MF-Milano Finanza è in grado di anticipare, il gruppo alimentare dell’imprenditore triestino che ha preso in mano il business extracaffè della dinastia giuliana della torrefazione ha chiuso il 2024 in perdita di 3,67 milioni di euro, dopo l’utile di 1,7 milioni dello scorso anno.
Nel portafoglio del Polo del Gusto (PdG) - controllato dall’ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia (il restante 5% è in mano, in maniera paritetica, a Gruppo Illy e Ponti Holding) e che nelle previsioni dovrà chiamarsi Incantalia Group - ci sono il cioccolato di Domori e le praline di Prestat, il tè di Dammann Freres, i prodotti da forno di Pintaudi, le confetture di Agrimontana e i succhi di frutta biologici di Achillea.
I rincari di quasi il 300% del prezzo del cacao in 12 mesi e gli extracosti per il nuovo stabilimento a Streglio hanno costretto Domori a due ricapitalizzazioni (una nel 2024 e una ad aprile 2025) dopo una chiusura in perdita di 5,7 milioni di euro. Risultato negativo che sommato al leggero rosso di Achillea (150 mila euro) hanno condizionato il risultato aggregato del polo food and beverage. Non sono bastati i profitti di 4,4 milioni di Dammann e 0,7 milioni di Pintaudi per compensare l’anno sfavorevole del business del cioccolato di casa Illy.
Oltre agli extracosti e al caro-commodity, nel 2024 Domori ha visto anche l’uscita a sorpresa dell’amministratore delegato Janluca de Waijer, sostituito in corsa da Giacomo Biviano. Il business del Polo del Gusto (a fianco ad Illy c’è il direttore generale Angelo Manca) però è in salute: l’adeguamento dei listini prezzi di Domori non ha penalizzato la crescita dei ricavi saliti a quasi 30 milioni, con un aumento del 14%. Anche Dammann (47,5 milioni) - che assieme a Domori rappresenta oltre il 60% del fatturato del PdG - ha registrato una crescita dei ricavi dell’8%, nonostante le Olimpiadi di Parigi.
Sotto la Torre Eiffel la società ha otto negozi (il nono sarà aperto dopo l’estate) in zone che durante i giochi sono rimaste chiuse al traffico per l’evento, fattore che ha compresso i flussi di clienti condizionando le vendite del terzo trimestre. In aumento a doppia cifra anche Achillea (3,8 milioni; +25%) e Pintaudi (1,35 milioni; +34%), quest'ultima una vera sorpresa. «Anche se è la più piccolina, considerando che lo scorso anno abbiamo investito nel nuovo stabilimento avviando immediatamente la produzione, Pintaudi ha realizzato una crescita consistente e un risultato economico meglio del previsto», ha spiegato Illy. Per l’imprenditore la volatilità non mollerà la presa sul mercato del cacao e i prezzi della materia prima resteranno alle stelle almeno per i prossimi due-tre anni.
«Ora viaggiamo sotto i 9 mila dollari a tonnellata contro i 12,6 mila dollari del picco dello scorso anno, almeno tre volte e mezzo i 2.500 dollari che è stato il prezzo stabile per diversi anni», ha aggiunto Illy secondo cui «le scorte sono strutturalmente molto basse».
Il motivo? «Il climate change, alla base delle ondate di calore e della siccità dello scorso anno nei Paesi produttori di Costa d’Avorio e Ghana, è un fenomeno permanente a cui si è aggiunta la malattia dello swollen shoot. Come la Xilella in Italia, ha colpito migliaia di piante di cacao da sostituire, alberi che solo dopo cinque anni permettono un raccolto completo.
Qualsiasi notizia negativa in arrivo alimenterà nuovamente la speculazione provocando volatilità», ha concluso.
Nel primo semestre del 2025 il trend di crescita del Polo di Illy non si è interrotto: le vendite di Domori sono in aumento del 12%, Dammann del 2,3%, Achillea dell’8% e Pintaudi del 22%. A fine anno Illy prevede che l’ultima riga di bilancio aggregato del PdG torni in nero per poco meno di 3 milioni di euro.
Restano in stand-by, almeno per quest’anno, lo shopping e poi nel breve la quotazione a Piazza Affari, sul segmento Egm. Nei piani c'è l’acquisizione di un gruppo delle caramelle per completare l’offerta del Polo, prima di passare poi al salato. Ma a Trieste la priorità è «vedere stabilizzarsi il mercato del cacao», per poi far partire la produzione nel nuovo stabilimento di Domori a Streglio nel 2026, andando a regime nel 2027. Entro la fine dell’anno diventerà operativo il nuovo sito Dammann a Dreux, in Francia. Per quanto riguarda la catena dei negozi multimarca sotto l’insegna Incantalia (il rebranding del PdG) che per il momento ha aperto soltanto (a gestione diretta) a Trieste, i prossimi mesi vedranno l’avvio della newco per sviluppare il retail.
Il PdG avrà il 60%, mentre Reem (Retail Real Estate Management) il 40%. Reem è la società di Gustavo Criscuolo (ex manager Sarni e Fini attivo nel mercato della ristorazione da viaggio e nella gdo) di cui Illy ha rilevato il 20%. I piani prevedono un test con l’avvio di due negozi in due città di medie dimensioni, uno a gestione diretta e uno in licenza, per poi avviare 5-10 punti vendita direttamente gestiti dalla casamadre a cui far seguire un’espansione tramite il licensing.
A settembre 2023, nel far partire il progetto, Illy aveva fissato l’asticella delle nuove aperture a 100 negozi entro fine 2028. La strategia del Polo prevede oltre 130 milioni di ricavi aggregati per quest’anno, 150 milioni nel 2026, 160 nel 2027 e 175 nel 2028, con tassi di crescita a doppia cifra. E ogni momento sarà buono per la borsa. (riproduzione riservata)