La salute di alcune delle economie più importanti al mondo continua a vacillare. A fare il punto è l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che a livello di area (che comprende ben 38 paesi) registra un incremento in termini di pil aggregato solo dello 0,4% nel secondo trimestre a fronte del 0,5% dei primi tre mesi dell’anno. Il risultato complessivo riflette un quadro aggregato abbastanza eterogeno. Guardano ai paesi del G7, è il Giappone a crescere di più tra aprile e giugno, segnando un aumento del pil dell’1,5% (+0,9% nel primo trimestre). Nello stesso periodo gli Stati Uniti sono cresciuti dello 0,6%, il Canada dello 0,3% e il Regno Unito dello 0,2%.
Allargando lo sguardo ai paesi Ocse più vicini alla guerra in Ucraina, il pil ha recuperato fortemente in Lituania nel secondo trimestre, crescendo del 2,8% rispetto a una contrazione del 2,1% nel primo trimestre. Al contrario, il pil ha subito una forte ribasso in Polonia con -3,7% dopo una crescita del 3,8%. Scende anche in Ungheria (-0,3%) per il quarto trimestre consecutivo. Tra gli altri paesi Ocse, l’Irlanda ha registrato la crescita più forte (3,3%) nel secondo trimestre, seguita da Slovenia (1,4%) e Costa Rica (1,3%).
Con un focus sulle economie dell’Eurozona, la Germania registra una crescita piatta, mentre l’Italia evidenzia una contrazione (-0,3%) e la Francia un’accelerazione (+0,5%). Nel complesso dell’Unione Europea si registra un pil stagnante (+0,2%), mentre nell’area euro c’è un miglioramento (+0,3% da zero). Gli indicatori macroeconomici continuano a suggerire che il blocco della moneta unica si troverà ad affrontare un terzo trimestre nuovamente in calo. Nonostante la stagione turistica, che dovrebbe aver spinto il pil, ma anche l’inflazione, gli analisti si aspettano nel terzo trimestre una flessione dello 0,2%. (riproduzione riservata)