Con l'inflazione Usa salita più delle attese a giugno, addirittura del 9,1%, record dal novembre 1981 e la conseguente possibilità che la Federal Reserve il 27 luglio possa aumentare i tassi d'interesse di ben 100 punti base (come del resto ha fatto oggi la Banca del Canada), sembra quasi incredebile che stasera Wall Street non sia crollata. Dopo il primo impatto negativo gli indici della borsa di New York hanno cominciato a oscillare, incerti sulla direzione da prendere, per poi chiudere con il Dow Jones in calo dello 0,7%, mentre il Nadsaq dello 0,1% e lo S&P500 dello 0,4%.
"Non c'è niente da fare, a parte il fatto che la Fed deve diventare più aggressiva nel breve termine e schiacciare la domanda", ha commentato Liz Ann Sonders di Charles Schwab. "Penso che una recessione sia inevitabile". Mentre secodno gli economisti di Bank of America prevedono una lieve recessione entro la fine dell'anno. D'altronde la recessione è ormai segnalata da giorni dall'inversione della curva dei rendimenti con lo spread tra il titolo di Stato Usa a due anni e quello decennale che proprio oggi si è allargato ai massimi dal 2000, alla vigilia, quindi, dello scoppio della bolla internet.
Fra i titoli positivi, da segnalare Twitter (+7,9%) dopo che il social media ha fatto causa a Elon Musk per avere ririrato la sua offerta d'acquisto da 44 miliardi di dollari. Mentre Delta Airlines è scesa del 4,4% perché l'utile per azione si è attestato a 1,44 dollari, inferiore agli attesi 1,73 dollari. Inoltre l'aumento dei ritardi e delle cancellazioni ha spinto Delta a ridurre la programmazione dei voli estivi. Un problema che sta colpendo quasi tutte le compagnie aeree del mondo. Domani grande attesa per i conti di JPMorgan e Morgan Stanley. (riproduzione riservata)