L'Asia chiude la settimana in rosso, tra i timori degli effetti di Omicron sulla crescita economica e in vista dei dati sull'inflazione degli Stati Uniti, che potrebbero stabilire una direzione sui tassi da parte della Fed. Intanto il colosso immobiliare cinese Evergrande sta cedendo il 3% circa a 1,75 dollari locali dopo che l'agenzia di rating Fitch ha declassato ieri il gruppo (e anche l'altra società immobiliare in crisi, Kaisa) a default limitato (restricted).
Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l'1,%, l'Hang Seng lo 0,7%, Shanghai lo 0,4%, le materie prime scambiano laterali, l'oro a 1.774 dollari per oncia, il petrolio Wti americano a 70,67 dollari il barile. In equilibrio anche le valute, l'euro passa di mano a 1,1298, lo yen a 113,49, la sterlina a 1,3218. Il T bond Usa decennale rende l'1,5%, mentre i futures su Wall Street sono attorno alla parità.
Sempre ieri, il governatore della Banca centrale cinese, Yi Gang, ha affermato che i diritti degli azionisti e dei creditori di Evergrande saranno "pienamente rispettati" in base alla loro anzianità legale e che il rischio causato da alcune società immobiliari cinesi a breve termine non pregiudicherà il mercato dei capitali di Hong Kong. La Banca centrale, quindi, ha ribadito il suo scopo di mantenere saldo il sistema finanziario dagli scossoni dei fallimenti nel settore immobiliare, ma non si è mai espressa a favore di un salvataggio di Evergrande, appesantita da 305 miliardi di dollari di passività. Il mercato spera in una ristrutturazione del gruppo, che però potrebbe essere dolorosa per i detentori dei circa 20 miliardi di dollari di bond in circolazione sui mercati internazionali. Kaisa, invece, ne ha oltre 11 miliardi.
Non ha aiutato oggi i mercati il commento del Fondo monetario internazionale secondo cui una variante del virus più trasmissibile come Omicron potrebbe costare all'economia globale ulteriori 5.300 miliardi di dollari, oltre all'attuale perdita prevista per 12.500 miliardi. Il capo economista dell'Fmi, Gita Gopinath, ha spiegato che le banche centrali non hanno lo spazio per mantenere la politica monetaria allentata e i tassi di interesse bassi.
Intanto l'amministrazione Biden mira a firmare quello che potrebbe rivelarsi un accordo quadro economico "molto potente" con le nazioni asiatiche, concentrandosi su aree tra cui il coordinamento sulle catene di approvvigionamento, i controlli sulle esportazioni e gli standard per l'intelligenza artificiale, il prossimo anno. Lo ha detto nelle scorse ore il segretario al Commercio, Gina Raimondo. Aggiungedno che l'obiettivo è coinvolgere non solo nazioni sviluppate come Giappone, Singapore, Australia e Nuova Zelanda, ma anche economie emergenti come Malesia, Vietnam e Thailandia.
L'inflazione annuale in Giappone ha raggiunto il record del 9% a novembre, un effetto dei colli di bottiglia dell'offerta e l'aumento dei costi delle materie prime. Dal lato della pandemia, il governo ha confermato il primo caso nel Paese di un cittadino giapponese infetto dalla variante Omicon. Ieri Wall Street ha finito la striscia positiva durata tre giorni, con gli investitori in attesa dei dati sull'inflazione previsti oggi nel corso della giornata, che probabilmente mostreranno il persistere delle pressioni inflazionistiche. (riproduzione riservata)