Matteo Salvini alza il tiro contro Bruxelles chiede un passo indietro sul Patto di stabilità e sul Green Deal. «Bisogna sospenderli istantaneamente», ha detto il vicepremier, «perché altrimenti si mette male». Mentre l’Ocse taglia le stime di crescita dell’Eurozona per l’anno in corso (aspettandosi ora un pil dello 0,8% contro l’1,2% stimato a dicembre), il ministro delle infrastrutture lancia un ultimatum politico all’Ue: «Non è un momento storico durante il quale possiamo permetterci bizzarrie o capricci ideologici. Bisogna sospendere tutto istantaneamente, altrimenti si mette male».
La presa di posizione del leader della Lega arriva però a meno di 24 ore da una chiusura netta dell’Eurogruppo informale. I ministri delle Finanze dell’area euro hanno escluso qualsiasi deroga alle regole: niente sospensione del Patto, nessun trattamento di favore per le misure fiscali adottate dai governi per fronteggiare la crisi energetica. La linea, sostenuta in particolare dai Paesi del Nord, è chiara: evitare precedenti.
Nel comunicato finale, i leader hanno chiarito che ogni intervento di spesa dovrà restare coerente con i percorsi di crescita della spesa netta già raccomandati. Tradotto: nessuno “sconto” sul deficit, nemmeno per provvedimenti emergenziali come i decreti bollette. Anche la cosiddetta clausola generale di salvaguardia – lo strumento che durante la pandemia aveva consentito di sospendere temporaneamente le regole – resta fuori dal tavolo.
Non ci sono, secondo Bruxelles, le condizioni di una «grave recessione economica» tali da giustificarne l’attivazione. In questo clima di tensione tra Roma e Bruxelles, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti prova a tenere il timone dritto, pur non nascondendo la complessità del quadro. Se da un lato Giorgetti ha rassicurato sulla «relativa solidità» dei fondamentali italiani, dall’altro ha invitato l’Europa a una riflessione profonda sugli strumenti per arginare il contagio inflazionistico e la speculazione. (riproduzione riservata)