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Il Mims ha ripartito quasi il 99% delle sue risorse del Recovery   
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Il Mims ha ripartito quasi il 99% delle sue risorse del Recovery  

09 febbraio 2022, 16:09 Ultimo aggiornamento: 16:16

Dei 60,6 miliardi di euro, il 98% proviene dai fondi del Pnrr e il 100% da quelli del piano complementare. Sul tavolo del ministro Giovannini oggi è arrivata anche la Relazione del primo anno di attività dell’Anfisa  

 

 

Finora è stato assegnato il 98,7% delle risorse di competenza del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims), pari a 60,6 miliardi di euro sui 61,4 miliardi complessivi. La percentuale è frutto della ripartizione del 98,1% del capitale proveniente dal Pnrr (39,6 miliardi sui 40,4 totali) e il 100% dei 21 miliardi dal piano complementare.

Questi i dati riportati dal ministro Enrico Giovannini durante l’audizione presso la Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati.

Per di più, tra i 53 target finali da realizzare entro il 2026 già tutti i sette traguardi previsti per il 2021 sono stati raggiunti come i due degli altrettanti in cantiere per il 2022.                 

La linea guida dell’attuazione del Piano da parte del Mims resta il contrasto al cambiamento climatico, a cui infatti è destinato oltre il 70% delle risorse europee, con particolare attenzione al Sud italiano (55% dei fondi). Le missioni del Piano a cui si fa riferimento sono la seconda e la terza, rispettivamente, la rivoluzione verde e transizione ecologica e le infrastrutture per una mobilità sostenibile.  

Con questi obiettivi in mente, il ministero ha introdotto nuove procedure di fattibilità tecnico-economica ex-ante, compresa una relazione di sostenibilità delle opere, e una necessaria valutazione ambientale in linea con la tassonomia comunitaria.

Nondimeno il resoconto del Mims sottolinea l'importanza dell'approvazione degli emendamenti agli articoli 9 e 41 della Costituzione, che introducono l'esigenza di coniugare le esigenze economiche, la giustizia sociale e quella ambientale, al fine di costruire un percorso di sviluppo sostenibile nel rispetto dei principi di ecologia integrale e di equità intergenerazionale.

Anche per rendere più rapido ed efficace il sistema di governance e di implementazione del Pnrr, il Mims si è dotato di una serie di strutture, tra cui la Commissione per il dibattito pubblico è cruciale per assicurare l'inclusione degli stake holder nella discussione e nella progettazione delle singole opere.

Le risorse europee di competenza del Mims sono inoltre suddivise per soggetto attuatore. Nel dettaglio, la Rete Ferroviaria italiana dovrà gestire il 57% dei fondi (35 miliardi di euro), gli enti locali 13,4 miliardi (21,9%), i concessionari e le società di gestione sette miliardi (11,4%), le autorità di sistema portuale tre miliardi (4,9%), le imprese e i soggetti economici 1,6 miliardi (2,5%) e i provveditorati delle opere pubbliche del Mims 1,4 miliardi (2,3%).

Inoltre, sul tavolo del numero uno del Mims oggi è arrivata la relazione del primo anno di attività dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa), operativa dal 30 novembre 2020.

L'Ansfisa è nata per uniformare il più possibile il monitoraggio delle infrastrutture da parte dei gestori, i primi responsabili della sicurezza, e rendere così la manutenzione più efficace. Per tutelare così "la sicurezza dei cittadini in ogni settore di sua competenza: dai treni alle metropolitane, dalle funivie alle strade, ponti e gallerie”, ha dichiarato il direttore Domenico De Bartolomeo,il programma di vigilanza del 2022 punta al potenziamento delle attività: con 12 concessionari autostradali, sei strade statali gestite da Anas e tre strade regionali, per complessivi otto audit sui sistemi di gestione della sicurezza, 29 visite di campo a campione, 15 gallerie e 400 opere d’arte da ispezionare. (riproduzione riservata)



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