La buona sessione di Wall Street aiuta le borse asiatiche, così come la promessa del colosso cinese Evergrande (+4,14% a 1,51 dollari locali) che intende impegnarsi con i creditori dopo i mancati pagamenti delle ultime cedole. Il fatto poi che Omicron sia più trasmissibile ma meno pericolosa aiuta il sentiment. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,8%, l'Hang Seng dello 0,5%, Shanghai dello 0,47%. L'oro guadagna lo 0,28% a 1.807 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano lo 0,25% a 72,54 dollari il barile. In equilibrio le maggiori valute, l'euro passa di mano a 1,1336, lo yen a 114,2 la sterlina a 1,335, mentre il rendimento del T bond Usa decennale sale dall'1,45% di inizio sessione all'1,463%, con i futures sulla borsa americana poco sopra la parità.
Secondo Reuters, il governo giapponese comunicherà ufficialmente domani il suo più grande investimento per il 2022 pari a 943 miliardi di dollari (1.076 miliardi di yen) di spesa per l'anno fiscale che inizierà il prossimo aprile, mettendo ulteriormente a prova il debito più pesante delle economie sviluppate. Il primo bilancio annuale firmato dal governo del premier Fumio Kishida investirà nella sicurezza sociale per sostenere una popolazione in rapido invecchiamento, e punterà su maggiori spese militari per affrontare la minaccia proveniente dalla Cina.
La città cinese di Xian ha imposto stretti limiti ai viaggi e al pendolarismo all'interno della città, mettendo i suoi 13 milioni di residenti in isolamento a causa del Covid. Il conteggio delle infezioni trasmesse a livello nazionale con sintomi confermati a Xian è aumentato per sei giorni consecutivi dal 17 dicembre portando il numero totale di contagi a oltre 200 nel periodo fra il 9 e il 22 dicembre, una situazione molto più contenuta rispetto a molti focolai al di fuori della Cina. Nessuna infezione causata dalla variante Omicron è stata (ufficialmente) rilevata a Xian.
Intanto il produttore americano di chip, Intel, sta affrontando le conseguenze dall'aver detto ai suoi fornitori di non acquistare prodotti o manodopera dalla regione nord-occidentale dello Xinjiang, accusata dal governo Biden di violazioni dei diritti umani, compreso il lavoro forzato sulla popolazione in prevalenza musulmana.
Intel ha spiegato che è "necessario garantire che la catena di approvvigionamento non utilizzi manodopera o beni o servizi di provenienza dalla regione dello Xinjiang" a seguito delle restrizioni imposte da "più governi". Il Global Times, un giornale in mano al Partito comunista, ha definito la dichiarazione di Intel "assurda", aggiungendo che la società, che trae il 26% dei ricavi totali dalla Cina (dato 2020) sta "mordendo la mano che la nutre"
Quello che "dobbiamo fare ora è rendere sempre più costoso per le aziende offendere la Cina, in modo che le loro perdite superino i guadagni", ha scritto il giornale in un editoriale. (riproduzione riservata)