Seduta volatile a Wall Street, ma alla fine i tre indici principali riescono a chiudere in territorio positivo dopo che il giorno precedente erano caduti ai minimi dal 2000. Il Dow Jones non è riuscito a riagganciare quota 30.000, chiudendo in calo dello 0,1% a 29.886 punti mentre il Nasdaq è salito dell'1,4% e lo S&P500 dello 0,2%. Come ha scritto in una nota Chris Harvey, capo delle strategie azionarie di Wells Fargo Securities, “la recessione a breve termine è data per scontata da molti investitori; le uniche domande ora riguardano la sua durata e la gravità del suo impatto sugli utili". Secondo un sondaggio del Conference Board più del 60% dei ceo interpellati si aspetta una recessione nella propria area geografica nei prossimi 12-18 mesi.
Powell: la Fed vuole riportare l'inflazione al 2%
Il presidente della Fed Jerome Powell, oggi è tornato a parlare in pubblico nel corso di una conferenza sul ruolo globale del dollaro, sostenendo che “il forte impegno della Federal Reserve nei confronti del nostro mandato di stabilità dei prezzi contribuisce alla diffusa fiducia nel dollaro come riserva di valore. A tal fine, io e i miei colleghi siamo fortemente concentrati nel riportare l'inflazione al nostro obiettivo del 2%". Secondo Powell la versione digitale del dollaro potrebbe aiutare a sostenere il biglietto verde come valuta di riserva mondiale. Il numero uno della Fed ha comunque ammesso che "guardando al futuro, si stanno verificando rapidi cambiamenti nel sistema monetario globale che potrebbero influenzare il ruolo internazionale del dollaro".
Corrono American Express e Boeing
Fra i titoli migliori della seduta di Wall Street spicca American Express, che ha chiuso in rialzo del 5%. Bene anche Boeing (+2,8%) e Amazon (+2,2%) mentre Twitter ha guadagnato l'1,1% il giorno dopo le esternazioni di Elon Musk. (riproduzione riservata)