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Stéphane Séjourné
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Il commissario Ue Séjourné al Parlamento italiano: il mercato europeo è troppo frammentato, riduciamo le barriere

08 aprile 2026, 13:10 Ultimo aggiornamento: 14:11

E sulle deroghe al Patto di Stabilità spiega che c’è un margine di flessibilità da concedere in caso di crisi sistemiche. Con l’Italia progetto pilota per lo stoccaggio delle materie prime

«Il nostro mercato interno è troppo frammentato, ci sono 27 economie, regolamentazioni diverse e burocrazie che impediscono alle pmi di essere attive in tutta l’Ue». Il vicepresidente esecutivo della Commissione, Stéphane Séjourné, è in visita in Italia per parlare dell’Industrial Accelerator Act, l’insieme di misure con cui Bruxelles vuole rilanciare la competitività delle imprese europee e allo stesso tempo proteggerle dal caro energia.

Così il commissario francese per la Prosperità e la Strategia Industriale lancia un appello nella sua audizione nel Parlamento italiano: «Ci sono dieci barriere economiche fondamentali che hanno un impatto sul nostro mercato. Sono legate in gran parte alla legislazione nazionale, quindi l’invito ai parlamentari italiani ed europei è di ridurre queste barriere frutto di sovrapposizioni normative o di scelte per proteggere i mercati nazionali. Dobbiamo eliminare questi ostacoli per costruire il mercato interno europeo».

I piani contro il caro energia

Nel pomeriggio dell’8 aprile Séjourné incontrerà il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e quello dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, oltre a diverse associazioni di categoria come Confindustria e Federacciai. Una visita che arriva in un momento in cui i prezzi dell’energia sono schizzati per colpa della guerra in Iran

«La dipendenza dal fossile ci rende vulnerabili», osserva il vicepresidente della Commissione. «E penso che dobbiamo cogliere questo insegnamento per risolvere il problema nel lungo periodo. Sostituire una dipendenza con un’altra non è mai una soluzione (il riferimento è alla possibilità di tornare a comprare gas russo, ndr). Il nostro obiettivo di elettrificazione non è solo per l’ambiente, ma è innanzitutto economico. E la Commissione ha fatto una scommessa: guardare di più al nucleare nel mix energetico».

Per alleviare i costi per le imprese, tuttavia, sarà necessaria anche una riflessione sul Cbam, l’imposta sulle merci ad alto contenuto di carbonio importate nell’Ue. «È un meccanismo di investimento per poter modernizzare la nostra industria, innovare e decarbonizzare», spiega Séjourné. «Ma gran parte del ricavato è stato utilizzato dagli Stati membri per altri scopi. Quindi dobbiamo analizzare questo strumento per renderlo più efficace, altrimenti sarà visto come una tassa e non come un investimento».

Un aiuto ai governi potrebbe arrivare con deroghe mirate al Patto di Stabilità e Crescita, è la speranza di alcuni Stati indebitati come l’Italia. Tema su cui il commissario francese chiarisce di «non aver mandati per parlarne, ma il messaggio di fondo che posso trasmettere è che la Commissione non lascia sprofondare le proprie imprese e industrie. Abbiamo sempre dimostrato che c’è un margine di flessibilità che si può concedere in caso di crisi sistemiche».

Indipendenza sulle terre rare

La sicurezza economica dell’Europa passa anche da catene di approvvigionamento diversificate e più sicure, soprattutto sulle terre rare. Ecco perché il vicepresidente francese ha ricordato gli accordi commerciali stretti dalla Commissione negli ultimi sei mesi con il Mercosur (Sud America), l’India, l’Indonesia e - il più recente - con l’Australia per le materie prime critiche. «È necessario diversificare le nostre esportazioni per non essere dipendenti da un singolo mercato», spiega Séjourné al Parlamento.

«Ma dobbiamo fare lo stesso con le importazioni, in particolare per le terre rare, una strategia che speriamo ponga le condizioni di base per sfruttarle direttamente in Europa. Dobbiamo anche avere un centro di acquisto delle materie prime nel continente per poter aumentare la competitività e avere costi inferiori, e guardare a quello che fanno gli Usa. L’intervento pubblico sarà fondamentale e stiamo parlando di un progetto pilota con l’Italia per identificare delle zone di stoccaggio strategico per l’Ue». (riproduzione riservata)



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