Le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina in occasione della presentazione dei dati di bilancio 2024 si segnalano per la loro chiarezza (per esempio, l’istituto non è interessato ad alcuna acquisizione, italiana o europea) ma anche per attento equilibrio e oggettività, maggiormente apprezzabili perché, benché sia la prima banca italiana, Intesa pur sempre deve guardare anche agli istituti potenzialmente concorrenti: l'operazione lanciata dal Monte dei Paschi, ha detto Messina, è di mercato e il fatto che il Tesoro abbia l'11% non lo rende dominante. Insomma, vinca chi ha più carte da giocare e riesce a risultare il migliore. Non vi è nulla di drammatico e Hannibal non è ante portas, si potrebbe tradurre.
L'accenno, poi, alla confusione che ci sarebbe nel mercato italiano dalla quale Intesa vuole stare lontana ci collega alle considerazioni svolte ieri dal direttore Roberto Sommella su queste colonne a proposito del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (Cicr). Si tratta di un organo che sulla carta dovrebbe avere l'alta vigilanza sul settore bancario e finanziario e che però, come nota Sommella, è da anni «non pervenuto», tanto da potersi mettere in dubbio anche la sua stessa permanenza in vita.
In un contesto che vede, a ragione o no, alcuni organi di regolazione e controllo nella veste di convitati di pietra, una funzione quale quella del Cicr, se correttamente intesa, potrebbe essere utile, anche se nel frattempo sono stati istituiti altri comitati interministeriali con competenze su spezzoni di materie che si potrebbero ricondurre, in parte, a quelle del Cicr. Quest'ultimo negli anni ‘70 e ‘80 e in una buona parte dei ‘90 ebbe un ruolo non secondario, anche se la notorietà delle sue decisioni era da attribuire alle nomine degli esponenti di vertice delle casse di risparmio e degli istituti di credito di diritto pubblico che si traducevano in capillari lottizzazioni partitiche a opera della maggioranza di governo pro tempore.
Ancora oggi si ricorda una seduta del Cicr dei lunghi coltelli nel 1986 dalla quale dovette uscire il governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi per dare modo ai ministri del pentapartito di definire gli scambi spartitori sulle nomine: una seduta nella quale, per arrivare a una nomina importante, fu necessario il raddoppio della tradizionale terna di nomi tra i quali scegliere.
Accanto a questo aspetto deteriore, vi era però quello positivo fondato su di uno scrupoloso lavoro istruttorio e propositivo della Vigilanza su tutte le altre materie (avendo, tra l'altro, la Banca d'Italia la segreteria del comitato) che si traduceva, a seconda dei casi, in direttive, indirizzi e specifiche misure di approvazione o di rigetto. Nella progettazione dell'adozione del Testo unico bancario del 1993 si pose il problema della conferma o no dell'organo in questione, concludendo positivamente per la sua vigenza, cosicché la sua permanenza a pieno titolo fu inserita nel predetto Testo unico, ritenendola non incoerente con la normativa comunitaria.
È ipotizzabile che un identico esame sia stato compiuto in occasione dell'adesione all'Unione bancaria nel 2014 e non si siano tratti dubbi sulla permanenza del Cicr nell'ordinamento. Ma, come si ricava anche dall'inoppugnabile scritto di Sommella, oggi si pone un problema per la mancanza, che data ormai da anni, anche di una sola convocazione dell'organo, tanto da indurre a rieditare la qualifica che, ai tempi, gli si dava quando passava, per esempio, un anno senza che il Comitato fosse convocato: «ectoplasma», era la qualifica che oggi si dovrebbe ingigantire.
Possibile che non vi sia bisogno (nella confusione a cui si riferisce Messina) di alte direttive per il sistema, cosa, sia chiaro, diversa dal dirigismo? Di direttive - è bene precisare - che siano puntualmente coerenti con il vigente sistema di Vigilanza accentrata. O si preferisce quieta non movere, lasciare l'organo sulla carta ma far passare de facto in desuetudine le sue funzioni? Ma allora non sarebbe doverosa una scelta netta, trasparente e adeguatamente motivata, di soppressione dell'organo? (riproduzione riservata)