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Il ceo Bouygues lancia l’allarme sui satelliti americani: l’Europa non sa cosa rischia
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Il ceo Bouygues lancia l’allarme sui satelliti americani: l’Europa non sa cosa rischia

di Giulia Venini
21 maggio 2026, 13:20

Oliver Roussat, ceo del colosso francese nelle tlc, avverte l’Europa sui rischi di dipendenza dalle infrastrutture satellitari Usa, sottolineando l’importanza di sviluppare sovranità in settori chiave 

L’Europa «non si rende conto di quanto sia pericoloso affidarsi esclusivamente alle infrastrutture americane» di satelliti: a lanciare il monito è stato il ceo della francese Bouygues Oliver Roussat Cnbc. La società transalpina opera a livello globale nei settori delle costruzioni, dell’energia, delle telecomunicazioni e dei media.

Che cosa ha detto il ceo

«Ci sono due aspetti del futuro in cui l’Europa deve rendersi conto di quanto siano importanti. Si tratta dell’intelligenza artificiale e dei satelliti», ha affermato Roussat. I riferimenti non sono neanche troppo velati, nei giorni in cui la notizia di punta è l’imminente e colossale Ipo della Space X targata Elon Musk a Wall Street. E sempre a Musk appartengono sistemi come Starlink, di cui «non è detto che abbiamo assolutamente bisogno», ha proseguito il ceo, aggiungendo che all’Europa serve però qualcosa «per ottenere una certa sovranità».

La dominanza di Starlink nel mercato dei servizi internet satellitari è infatti evidente, con la sua costellazione di circa 10 mila satelliti. E proprio per questo è fuori discussione la vulnerabilità del Vecchio Continente.

Il consolidamento delle tlc francesi

Negli ultimi mesi la società di Roussat si sta rendendo protagonista del consolidamento nel campo delle tlc francesi. Risale ad aprile l’offerta lanciata insieme a Iliad (Free) e Orange per rilavare la quota maggiore dell’operatore rivale Sfr per 20,35 miliardi di euro. Sfr conta dimensioni minori di Bouygues: 8,4 miliardi di market cap, a fronte dei 19,47 miliardi della seconda. L’intesa prevede il 42% per Bouygues Telecom, il 31% per Iliad e il 27% per Orange. 

Sono iniziative che si muovono nella direzione di maggiori consolidamenti nel mercato europeo, essenziali per attirare più investimenti nella connettività, come sottolineato più volte da Mario Draghi e da Enrico Letto nei rispettivi rapporti. (riproduzione riservata)



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