Il caldo torrido e la siccità che caratterizzano le estati da diversi anni a questa parte incidono sulla vita delle persone anche da un punto di vista economico. Secondo uno studio di Climate Analytics, questa condizione climatica fa scendere del 3% il reddito delle famiglie europee.
A gravare sulle tasche dei cittadini sono il peggioramento delle condizioni di salute, la riduzione della produttività lavorativa, il calo della produzione alimentare e dell’erogazione dell’acqua, con effetti diretti su trasporti e produzione energetica.
Il caldo avrà effetti ancor più pesanti sul reddito delle famiglie nel futuro. Allo stato dell’arte si prevede un incremento di 2,7 gradi centigradi nelle temperature globali entro il 2100. In tale scenario il caldo alleggerirà del 27% i portafogli delle persone. Se invece si raggiungesse l’obiettivo di ridurre l’aumento di temperature a 1,5°, lo sconto in termini economici diminuirà al 7%.
Lo studio fa notare come l’effetto combinato di caldo e siccità sia più gravoso delle perdite economiche apportate dai due fenomeni se presi singolarmente. Le alte temperature da sole fanno perdere lo 0,7%, mentre la sola siccità l’1,8%, se accadono assieme il danno è del 3%.
Non tutti inoltre sono colpiti allo stesso modo, gli effetti del caldo torrido acuiscono le disuguaglianze sociali. Il 20% più povero tra la popolazione vede il reddito calare il 2% in più rispetto al resto della popolazione (4% contro una fascia tra l’1,1% e l’1,8%).
Come è immaginabile le aree mediterranee, e quindi più calde, registrato perdite economiche maggiori. Nella sola Madrid si raggiunge un calo dei redditi del 10%.
Allianz calcola in uno studio che entro il 2030 i Paesi più colpiti dalle elevate temperature potrebbero subire perdite di pil tra il 5 e il 7%. La Spagna rischia di perdere 104 miliardi di euro, 114 miliardi la Germania e l’Italia fino a 128 miliardi.
Guardando, letteralmente, in casa nostra, Facile.it stima che l’aria condizionata peserà 146 euro quest’anno sulla bolletta degli italiani, il 4% in più rispetto al 2025. (riproduzione riservata)