Tema: come si fa a far partecipare economicamente i tifosi alle scelte e alle spese della loro squadra di calcio del cuore riuscendo però a tutelare i loro investimenti? Per l'Italia ci sono una buona e una cattiva notizia: la buona è che il Senato ha iniziato a ragionare sul tema attraverso un primo disegno di legge; la cattiva è che siamo davvero agli inizi e che in altri Paesi, come il Regno Unito sono già piste avanti.
Il punto di partenza è che gli introiti da biglietti degli stadi, sponsorizzazioni e diritti tv fatica a coprire le spese del mondo del pallone, che quindi punta a trovare altrove i soldi. Come? Attraverso nuovi strumenti e prodotti finanziari di partecipazione collettiva. Da far sottoscrivere a chi? Ai tifosi. «Quello che appare evidente, qui come in Gran Bretagna, è che il calcio rappresenta un valore e un'industria straordinaria che però sul piano economico fatica molto ad autoamministrarsi», spiega Andrea Conso, partner dello studio legale Annunziata & Conso. Da qui la necessità - sempre più evidente nelle iniziative legate a fintech, blockchain o varie forme di nft - delle società sportive di sviluppare prodotti di varia natura per sollecitare i tifosi a partecipare finanziariamente alle imprese dei loro idoli.
Il termine «sollecitare» non è usato a caso. In sostanza, «che si parli di fan token o di crowdfunding si tratta sempre di forme di sollecitazione al pubblico tese a raccogliere risorse», aggiunge Conso. I legislatori, «non solo italiani, per regolamentare queste nuove modalità stanno andando a recuperare principi e regole tipici della normativa sui mercati finanziari. Che sostanzialmente vive di un vecchio adagio: se chiedi i soldi di un risparmiatore devi essere controllato e naturalmente autorizzato a farlo».
Di fatto potremmo essere alla vigilia di una rivoluzione. Chi è più avanti è il Regno Unito, che ha recentemente pubblicato un white paper in cui si propone addirittura l'introduzione di un authority con poteri di controllo e di autorizzazione ai club della Premiere Leauge a iscriversi ai campionati e alle competizioni internazionali. Imponendo al tempo stesso rigide regole di governance e di controllo come condizioni alla finanziarizzazione del sistema calcio. «Se nel Regno Unito il white paper diventerà legge creerà un precedente e finirà per influenzare il resto d’Europa e quindi anche l’Italia», sottolinea Conso. In più, «sta per arrivare un altro meteorite sul nostro sistema calcio, ossia la disciplina antiriciclaggio che diventerà legge comunitaria e sarà estesa tra pochi mesi anche al pallone». (riproduzione riservata)