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Il 2024 è l’anno dei bond che rendono in doppia cifra. 10 consigli di Jefferies su come investire (anche nelle azioni)
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Il 2024 è l’anno dei bond che rendono in doppia cifra. 10 consigli di Jefferies su come investire (anche nelle azioni)

02 gennaio 2024, 10:44 Ultimo aggiornamento: 03 gennaio 2024, 09:29

Ad un certo punto, scrive Jefferies, «quando l’economia rallenta, le cattive notizie diventano cattive notizie».  Ecco alcune idee per capire come e quando aggiornare gli investimenti in bond e azioni nel 2024 | Investimenti 2024, meglio bond o azioni, oro o petrolio, dollaro o euro? Le 10 cose da sapere secondo Lombard Odier | Bond 2024, sarà ancora Re Btp? Le ricche obbligazioni in euro da mettere in portafoglio – LA TABELLA

Gli analisti di Jefferies prevedono che il 2024 sarà l'anno del reddito fisso e che i bond batteranno le azioni. Con l'economia in rallentamento e le banche centrali impegnate in un ciclo di riduzione dei tassi, gli esperti puntano a sovrappesare le obbligazioni sovrane e corporate. Anche la valutazione favorisce il reddito fisso rispetto alle azioni, sostiene Jefferies, dal momento che «il premio per il rischio azionario suggerisce che le valutazioni delle obbligazioni sono a buon mercato rispetto alle azioni».

Un'avvertenza importante: nel 2024 il mercato sarà interessato da una valanga di emissioni, in particolare negli Stati Uniti, per cui «le posizioni lunghe dovrebbero essere concentrate sulla parte anteriore della curva». Jefferies prevede anche rendimenti positivi delle azioni, «ma occorre essere più selettivi sui settori».

Se guardiamo al 2024, proseguono gli analisti, un aspetto che spicca è la divergenza di opinioni sulle prospettive economiche e sulla politica della Fed. Per esempio, la gamma di opinioni sui tagli della Fed nel 2024 va da 0 a 275 punti base. «Questa differenza di idee suggerisce che la giusta tempistica delle operazioni è fondamentale per la redditività». Da qui emergono 10 convinzioni di investimento per il 2024:

1. Sarà una recessione economica a V, W, L o U?  Jefferies ritiene che sia più simile a un segno di spunta di Nike, ma non una recessione dura.

2. Le banche centrali saranno meno aggressive di quanto attualmente previsto. Gli analisti vedono un primo taglio dei tassi a giugno da parte della Fed e della Bce.

«La BoE – scrivono gli analisti – potrebbe diventare la prima delle tre banche centrali a tagliare i tassi, facendo leva sui dati legati all’occupazione, le cui previsioni sono attese a marzo/giugno/settembre/dicembre per la Fed e la Bce, mentre per la BoE a febbraio/maggio/agosto/novembre». Per quanto riguarda la Bce, «restiamo dell’idea che la banca centrale abbia un duplice mandato ‘pratico’: inflazione e frammentazione (o in parole semplici, spread periferici). Pertanto, la politica del Pepp e i tagli dei tassi vanno di pari passo». Jefferies vede la Bce tagliare e ridurre i reinvestimenti del Pepp a giugno 2024.

3. La politica fiscale sarà espansiva, o almeno non restrittiva. Il 50% del Pil mondiale andrà alle elezioni quest'anno.

4. Essere umili e agili. «Concentratevi sul posizionamento. Il tempismo è più importante della visione macro».

5. Il 2024 sarà l'anno del reddito fisso. «Il credito di qualità batterà le azioni». Il reddito fisso può offrire «una cedola del 5% - 10%, a seconda della propensione al rischio e di quanto si è disposti a scendere nello spettro del credito». Il settore offre un rendimento più elevato rispetto alle azioni. «Anche se i tassi di default aumentano e l’economia rallenta, il credito occupa una posizione più importante nella struttura del capitale rispetto alle azioni. Tutti i rendimenti beneficiano anche di un elemento di durata che dovrebbe dare buoni risultati man mano che i tassi scendono».

L’insieme delle opportunità, nota Jefferies, dipende dalla propensione al rischio. Il credito in euro di tipo Investment Grade a 5 anni rende il 3,85%, il segmento in euro High Yield a 3-5 anni il 6,95%, i bond AT1 in dollari l'8,95%, il debito subordinato con basso rating creditizio oltre il 10% e «rappresentano tutti una serie di opportunità». Gli analisti notano che i mercati hanno chiuso il 2023 con una domanda importante per gli AT1 bancari.

6. Curve strutturalmente più ripide. Concentrarsi sulle emissioni sotto i 5 anni. Una delle preoccupazioni importanti degli investitori sul reddito fisso è «la valanga di emissioni» nel 2024, in particolare negli Stati Uniti, dove sono attesi «quasi 4 trilioni di dollari di collocamenti lordi, un dato senza precedenti. Anche l’Europa registra un aumento delle emissioni lorde, ma le dimensioni non sono affatto simili a quelle degli Stati Uniti». Le preoccupazioni degli investitori derivano da chi sarebbe l’acquirente di questo debito perché la Cina non pare disposta ad assorbirlo e i «giapponesi saranno probabilmente venditori netti poiché i rendimenti dei bond in yen saliranno». La Fed è in pieno Quantitative Tightening e se anche riducesse il ritmo, «sarebbe un’operazione modesta rispetto all’aumento delle emissioni lorde». Di conseguenza, «le implicazioni dirette dell’aumento delle emissioni saranno curve più ripide. L'estremità lunga tirerà verso il basso in presenza di dati più deboli e se le banche centrali tagliano i tassi, verso l’alto in presenza di un’offerta più elevata». La parte anteriore della curva scenderà con un quadro economico più debole. 

7. Azioni: per il 2024 privilegiare i settori sensibili ai tassi, la qualità e i difensivi rispetto alla crescita e ai ciclici. Sovrappesare le azioni dei mercati emergenti.

Ad un certo punto, scrive Jefferies, «quando l’economia rallenta, le cattive notizie diventano cattive notizie». Sarà però difficile quantificare i tempi del cambiamento in portafoglio. «Vorremmo passare a un approccio cauto verso la metà di febbraio, ci aspettiamo che i dati più deboli (occupazione, dati sul Pil del quarto trimestre) inizino a incidere sul sentiment del mercato. Questo sarebbe il momento in cui inizieremmo a spostare il portafoglio verso titoli più difensivi».

Con i tassi che hanno raggiunto il picco, «si dovrebbe preferire i titoli con correlazione nulla o negativa rispetto a rendimenti e con visibilità difensiva degli utili e settori come autostrade a pedaggio/ torri di trasmissione/ servizi di pubblica utilità non rinnovabili / beni di prima necessità/ software». L’industria farmaceutica dovrebbe ricevere sostegno in uno scenario di questo tipo.

In uno scenario in cui si manifesta un rischio di crescita, gli Stati Uniti possono ancora sovraperformare l’Europa, anche se un settore dove Jefferies continua a privilegiare l'Europa rispetto agli Stati Uniti sono i finanziari (quindi le banche).

Una grande domanda è: che dire dei cosiddetti Magnifici 7 del Nasdaq? Nel 2023 «si è vista una grande divergenza tra i Magnifici 7 e l’S&P 500». Gli analisti ritengono che, in presenza di curve più ripide, il gruppo dei 7 possa continuare a emergere. Anche perché questi non solo più solo titoli tech, ma di qualità e «trarrebbero vantaggio da una fuga verso la qualità all’interno dell’universo azionario». Inoltre, «i 7 grandi sono ricchi di liquidità, il che significa che tassi di interesse più elevati potrebbero non essere un grande svantaggio per loro».

Agli analisti piacciono le azioni dei mercati emergenti, in particolare dell'Asia (India, Sud-Est asiatico, America Latina). Quest’anno il Regno Unito ha sottoperformato, ma concentrandosi su rendimenti di qualità e valore, le azioni del Regno Unito «possono sovraperformare nel 2024».

8. Tassi più bassi e indebolimento del dollaro sono positivi per i mercati emergenti. Ma attenzione ai titoli e alla differenziazione.

9. È improbabile che la Cina lanci il grande bazooka. Il cambio yen/dollaro potrebbe finalmente funzionare a partire dal 1° trimestre del 24, quando la BoJ uscirà dalla politica di controllo della curva dei redimenti sulle emissioni decennali di Stato.

10. Non è tutto rose e fiori. La crescita potrebbe riprendersi a partire dal secondo semestre che potrebbe quindi essere positivo per gli asset rischiosi. Per la fine del 2024, si prevedono «tassi più bassi, curve più ripide e azioni a livelli più alti». (riproduzione riservata)



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