Banca del Fucino e Acea uniscono le forze per sostenere la micro transizione energetica. L’istituto di credito romano (tra i soci diverse casse di previdenza e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone) ha modificato lo statuto e l’oggetto sociale della controllata Igea Digital Bank, rimominata Banca Italiana per l’Ambiente e l’Energia (Biae), per finanziare la costruzione di impianti fotovoltaici di piccola e media dimensione e per agevolare la transizione green delle pmi.
Il Fucino manterrà il controllo del nuovo istituto, il cui 9,9% andrà ad Acea, utility romana controllata dal comune di Roma (51%). In futuro la società guidata dal ceo Fabrizio Palermo dovrebbe salire fino al 20%, ma prima dovrà ottenere l’autorizzazione di Bankitalia.
Le competenze di Acea aiuteranno Biae a concentrarsi sui progetti minori, fino a un megawatt, scelta fatta per non competere con i player specializzati negli interventi di dimensioni maggiori. La banca, inoltre, vuole completare il lavoro avviato dal Pnrr, che si è occupato delle grandi infrastrutture.
L’istituto punta a un miliardo di impieghi entro il 2027 e sarà presieduto da Giulio Gallazzi, socio anche del Fucino: «Abbiamo dedicato la nostra seconda licenza bancaria alla transizione energetica delle pmi e degli operatori del settore. Biae, capitalizzando la propria esperienza di piattaforma digitale, vuole diventare protagonista nei territori e conquistare una quota di mercato significativa con proposte innovative e veloci». (riproduzione riservata)