Gli investitori possono beneficiare dell’intelligenza artificiale senza correre il rischio di puntare sui titoli tecnologici più volatili. È una buona notizia, visto che il settore tech dell’S&P 500 appare oggi piuttosto rischioso. L’indice S&P 500 Information Technology, dopo essere più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, ha perso lo 0,8% negli ultimi cinque giorni di contrattazioni fino a martedì, segnale di un raffreddamento della domanda.
Le valutazioni sono diventate più care e un’eventuale delusione sugli utili potrebbe innescare correzioni. Barron’s ha suggerito lunedì 29 settembre di guardare a titoli che hanno già mostrato una crescita solida e non sono fortemente correlati alle big tech dell’AI — Microsoft, Oracle, Amazon, Alphabet, Meta, Nvidia, Broadcom.
L’idea è che se i colossi dell’AI dovessero perdere slancio, queste azioni avrebbero maggiori possibilità di reggere, o persino continuare a salire, grazie a profitti già in miglioramento. Un’altra strada è puntare su titoli correlati al tema AI ma esterni al settore tecnologico: potrebbero risentire di un calo delle big tech, ma in misura più contenuta e, data la loro valutazione più bassa, avere maggior spazio di crescita a breve termine.
I titoli legati all’AI si trovano in vari settori, ma in particolare nella finanza. Le banche e le società finanziarie sono infatti tra i principali utilizzatori della tecnologia: l’automazione tramite AI consente di ridurre personale in alcune funzioni, abbassare i costi e migliorare i margini.
Inoltre, i titoli finanziari appaiono convenienti: l’Etf Financial select sector Spdr tratta a 16,8 volte gli utili attesi per i prossimi 12 mesi, con uno sconto del 41% rispetto al settore tecnologico dell’S&P 500, ben oltre la media del 37% dell’ultimo decennio.
Adam Parker, fondatore di Trivariate Research, ha individuato diversi nomi non tech che si muovono in linea con i titoli AI: tra gli industriali Caterpillar, Eaton, Parker-Hannifin, Emerson Electric, Johnson Controls e Cummins; nel turismo Marriott, Viking Hotels e Carnival; e tra i finanziari JpMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup, American Express, Capital One, Blackstone, Kkr, Apollo Global Management, Pnc, Ameriprise, Ares Management e Raymond James.
Citigroup è un esempio di come l’AI possa incidere: la banca la utilizza per analizzare i mercati, rilevare frodi e gestire più rapidamente le richieste dei clienti, riducendo i costi e aumentando l’efficienza. Secondo FactSet, i ricavi saliranno del 3% nel 2025 a 87,4 miliardi di dollari, mentre il margine operativo passerà dal 37% al 40%, spingendo gli utili per azione a crescere del 29%.
Con il titolo che quota 11 volte gli utili, uno sconto rispetto al settore finanziario e in linea con la media bancaria dell’S&P 500, Citigroup e altri nomi simili potrebbero rappresentare una solida alternativa ai big dell’AI.
