L’ennesima sforbiciata ai tassi non sarà positiva solo per il mercato dei mutui. Vantaggi arrivano, e saranno progressivamente più consistenti, anche per il credito al consumo, benché su questo fronte il beneficio sulle rate venga recepito in tempi più lunghi.
Tra gennaio e marzo la domanda di prestiti personali è cresciuta del 15% nel confronto annuale e di oltre il 13% rispetto all’ultimo trimestre del 2024. Andamento ambivalente per i prestiti finalizzati invece, che registrano una crescita del 4,23% rispetto al primo trimestre 2024 ma un calo del 4,22% rispetto a ottobre-dicembre.
A scattare la fotografia dell’andamento del credito al consumo è l’ultimo rapporto di Segugio.it e Experian, in cui gli esperti evidenziano anche un aumento degli importi richiesti per tutti i tipi di prestito. In particolare, per i prestiti personali gli importi medi sono aumentati del 6% rispetto al primo trimestre 2024 e dell’1% rispetto al trimestre precedente. Per la cessione del quinto, la performance migliore è quella del segmento dei pensionati, con incrementi a doppia cifra su tutto il territorio nazionale rispetto al periodo ottobre-dicembre.
Anche in questo caso, la domanda è spinta dal progressivo calo dei tassi di interesse che però rimangono su livelli ancora alti. Confrontando i tassi offerti a marzo rispetto a quelli di dicembre scorso, si registrano contrazioni sia per i prestiti personali, con tasso medio all’8,43% (-0,23 punti percentuali), che per la cessione del quinto: il tasso medio per i privati era in calo di 0,7 punti percentuali al 6,9% e per i pensionati al 7,6% (-0,41 punti percentuali). Stabili, invece, i tassi di interesse sulla cessione del quinto per i dipendenti pubblici al 5,26% (-0,09 punti percentuali). I prestiti personalizzati al contrario sono in leggera salita (+0,06 punti percentuali) all’8,9%.
Questi trend potrebbero preludere a una maggiore convenienza per chi richiederà un prestito già nei prossimi mesi. Tuttavia, i tassi attuali rimangono piuttosto elevati: tornando a gennaio 2023 si trovano dei valori significativamente inferiori. Nonostante questo, l’aspettativa è per un ulteriore calo.
«I dati del primo trimestre 2025 confermano un’accelerazione della domanda di credito al consumo, segno di una maggiore propensione delle famiglie alla spesa, favorita da un contesto macroeconomico in miglioramento e da tassi di interesse in lieve calo», spiega Alessio Santarelli, ceo di Segugio.it. «Per il resto dell’anno ci aspettiamo un consolidamento di questa tendenza, sostenuto dalla progressiva discesa dei tassi».
Nei prossimi mesi, secondo il ceo di Experian Armando Capone, «la chiave del successo risiederà nella capacità di offrire soluzioni di credito sempre più personalizzate, che rispondano alle esigenze specifiche di ogni consumatore». «Il futuro del credito al consumo», conclude, «risiede nella creazione di un’esperienza trasparente, supportata anche da dati e tecnologie all’avanguardia». (riproduzione riservata)