????Le aziende e i donatori privati tornano a pesare sempre di più nei bilanci dei partiti, ridisegnando gli equilibri del sistema dopo l’abolizione del finanziamento pubblico diretto. È quanto emerge dall’aggiornamento della piattaforma Soldi e Politica di Transparency International Italia, che ha pubblicato i dati relativi al biennio 2023-2024.
Il quadro mostra un sistema che, dopo il picco anomalo del 2022, si è stabilizzato intorno ai 20 milioni di euro annui di raccolta privata. Nel 2023 partiti, fondazioni, associazioni e comitati collegati hanno ricevuto donazioni per 20 milioni, praticamente lo stesso importo registrato nel 2024.
Il cambiamento più rilevante riguarda però la provenienza dei fondi. Nel 2023 quasi due terzi delle risorse (circa 13,4 milioni) arrivavano dalle cosiddette «rimesse
degli eletti», ovvero le quote versate da parlamentari e amministratori ai propri partiti. Nel 2024 questa componente è scesa al 50,2% del totale, fermandosi a poco più di 10 milioni. Una contrazione significativa se confrontata con i quasi 20 milioni registrati nel 2022.
A riempire il vuoto sono stati soprattutto i donatori privati e le imprese. Le erogazioni delle persone fisiche sono passate da 3,8 a 4,7 milioni in un anno, mentre quelle provenienti dalle aziende sono balzate da 2,2 a 3,7 milioni (+68%). In termini percentuali, il peso delle società private sul tale delle donazioni è salito dall’11% al 18,5%, confermando una tendenza di lungo periodo già osservata negli ultimi anni. Il risultato è un riequilibrio delle fonti di finanziamento, con una minore dipendenza dall’autofinanziamento interno dei partiti.
Sul fronte dei partiti,i principali della colazione di governo ottengono il primato dei movimenti: sul posto più alto del podio c’è la Lega (con oltre 9 milioni di euro), seguita a debita distanza da Forza Italia (6,6 milioni) e subito dopo da Fratelli d’Italia (con 6,5 milioni).
Guardando ai singoli anni, però, emerge un cambio di leadership: nel 2023 il primato apparteneva al Carroccio con 5,2 milioni, mentre nel 2024 è stata Forza Italia a conquistare il primo posto con 4,2 milioni, davanti alla Lega e al Movimento 5 Stelle. Fratelli d’Italia è scivolata al quarto posto.
Dietro questi numeri si nascondono modelli di finanziamento molto diversi. Forza Italia appare il partito più dipendente da finanziatori esterni: il 38,4% delle sue entrate proviene da donatori privati e un ulteriore 33,1% dalle aziende, mentre solo il 27,4% arriva dagli eletti. Fratelli d’Italia e Partito Democratico mostrano invece una struttura quasi opposta. Nel caso del partito guidato da Giorgia Meloni oltre il 91% delle entrate deriva dai contributi versati dai propri rappresentanti istituzionali, quota analoga si registra per il Pd.
Per Transparency International il ritorno del finanziamento privato rende ancora più urgente un intervento normativo. L’organizzazione chiede una revisione complessiva delle regole sul finanziamento della politica, una legge organica sul conflitto d’interessi, una disciplina nazionale sulle attività di lobbying e una piattaforma pubblica in formato aperto che renda più accessibili i dati sui finanziamenti.
L'obiettivo dichiarato è aumentare la trasparenza e ridurre il rischio di influenze indebite tra interessi economici e decisori pubblici. Dal 2018 al 2024, secondo il monitoraggio, il totale delle risorse private affluite alla politica italiana sfiora i 169 milioni. Una cifra che racconta come, archiviata da tempo la stagione del finanziamento pubblico diretto, il rapporto tra politica e finanziatori privati sia tornato al centro del sistema. (riproduzione riservata)